A novembre le rose hanno ancora qualche fiore sfatto e lunghi steli che il vento piega. La tentazione di prendere le forbici e potare tutto è forte, ma la risposta è chiara: la potatura vera si fa più avanti. La Royal Horticultural Society, la società orticola britannica, indica la fine dell'inverno, febbraio o marzo, come il momento migliore per potare le rose.
Questo non vuol dire che a novembre non si debba fare nulla. C'è un lavoro leggero, diverso dalla potatura, che protegge la pianta durante l'inverno. Vediamo che cosa si taglia adesso e che cosa invece va lasciato.
Perché le rose non si potano a fondo a novembre
La potatura stimola la pianta a ricacciare. Se si accorcia una rosa in autunno, con qualche giornata mite i germogli sotto il taglio possono svegliarsi e produrre foglie tenere proprio quando arrivano le prime gelate. Quei germogli vengono bruciati dal freddo, e la pianta spreca energie che le servirebbero in primavera.
A febbraio o marzo, invece, il peggio dell'inverno è passato. Si vede bene quali rami hanno sofferto il freddo, e si possono tagliare sapendo che la ripresa vegetativa è vicina. È per questo che la società britannica consiglia la fine dell'inverno anche per le rose di cui non si conosce la varietà.
Il taglio da fare adesso: contro il vento
C'è però un intervento che conviene fare a fine autunno, soprattutto per le rose a cespuglio alte e nei giardini esposti. Gli steli lunghi fanno vela con il vento, e la pianta oscillando muove il colletto, cioè il punto in cui il fusto incontra il terreno. Intorno alla base si apre un piccolo vuoto in cui si raccoglie l'acqua, che può gelare e danneggiare le radici.
Per evitarlo, si accorciano gli steli più lunghi, quanto basta a rendere la pianta più compatta, con forbici affilate e tagli inclinati perché l'acqua scivoli via. Non è una potatura di forma: serve solo a ridurre la presa del vento. I tagli veri, quelli che decidono la fioritura, si faranno a febbraio.
Che cosa si toglie già a novembre
Oltre agli steli troppo lunghi, a novembre si possono eliminare i rami morti, rotti o malati, che non hanno motivo di restare sulla pianta durante l'inverno. Si tolgono anche le foglie con macchie nere o ingiallite, raccogliendo quelle cadute a terra: le malattie fungine delle rose passano l'inverno proprio sulle foglie vecchie e ripartono in primavera.
I fiori appassiti si possono lasciare o togliere: sulle varietà che producono bacche ornamentali conviene lasciarli, perché diventano frutti decorativi e offrono cibo agli uccelli. Le foglie raccolte non vanno nel compost, ma con i rifiuti, per non diffondere le spore.
La pacciamatura, le differenze tra Nord e Sud e le rose in vaso
Dopo la pulizia, la protezione più utile è la pacciamatura. La società britannica la consiglia fra la fine dell'autunno e la fine dell'inverno, da novembre a febbraio, anche come protezione dal gelo: uno strato di compost maturo, letame ben decomposto o corteccia intorno alla base mantiene il terreno più stabile e protegge il colletto.
Nel Nord Italia e nelle zone interne, dove l'inverno è più rigido, la pacciamatura è quasi indispensabile e conviene rincalzare la base delle rose con un po' di terra o di compost. Al Sud e lungo le coste, dove le gelate sono rare, le rose possono continuare a vegetare a lungo: anche lì, però, la potatura vera conviene farla a fine inverno, per non stimolare una crescita che il primo freddo potrebbe rovinare.
Le rose rampicanti a novembre si limitano a legare i rami lunghi ai sostegni, perché il vento non li spezzi, e a togliere quelli secchi. Le rose in vaso sono più esposte al gelo, perché le radici sono separate dal freddo solo dalla parete del contenitore: conviene avvicinarle a un muro riparato e avvolgere il vaso in un telo, senza accorciarle più del necessario.
L'errore da evitare: concimare in autunno
Accanto alla potatura anticipata, c'è un secondo errore frequente in questo periodo: dare alle rose un concime ricco di azoto, pensando di rinforzarle per l'inverno. L'azoto stimola proprio la crescita di germogli e foglie nuove, con lo stesso effetto di un taglio fatto troppo presto: tessuti teneri esposti alle gelate. A novembre la rosa deve rallentare, non ripartire. Il nutrimento si dà in primavera, dopo la potatura, quando la pianta ha bisogno di energia per i nuovi rami e i boccioli. Fino ad allora basta la pacciamatura, che decomponendosi arricchisce lentamente il terreno.
Le forbici, a novembre, servono dunque solo per una pulizia e per accorciare gli steli che fanno vela. La potatura vera aspetta febbraio, quando la rosa è pronta a ripartire.



