Oggi è il 28 agosto e molte piante hanno un aspetto peggiore di due mesi fa. Foglie con i bordi bruciati, macchie chiare da sole, punte secche, fiori scoloriti: è l'aspetto normale di un giardino alla fine di un'estate italiana, e la maggior parte di questi segni riguarda un danno già avvenuto.
La distinzione che serve oggi è fra il danno passato e il problema in corso, perché richiedono due comportamenti opposti. Una foglia bruciata da un'ondata di calore di luglio resterà bruciata: quel tessuto è morto e non si rigenera, e non c'è concime né trattamento che lo riporti indietro. Una pianta che invece sta soffrendo adesso lo mostra in modo diverso, e su quella si può intervenire.
Il modo per distinguerli è guardare dove sta il danno. Se i segni sono tutti sulle foglie vecchie, quelle in basso e verso l'esterno, e le foglie nuove in cima escono sane e di colore pieno, la pianta ha attraversato qualcosa e ne è uscita. Se invece anche le foglie nuove escono piccole, scolorite o deformi, il problema è presente. Il sole tramonta oggi alle 20:10 a Milano e alle 19:43 a Palermo, e con venti minuti di luce in meno al Nord rispetto a una settimana fa il recupero, dove è possibile, sarà comunque lento.
La pianta del giorno: l'ortensia
Guarda una infiorescenza di ortensia alla fine di agosto. Se il colore è virato verso il verde, il rosa spento o il bruno, e i petali al tatto sono asciutti e leggeri come carta velina, quella non è una pianta malata.
Le infiorescenze delle ortensie non appassiscono come le rose, non cadono e non marciscono: invecchiano sulla pianta cambiando pigmentazione. Il colore vivo di giugno e luglio dipende da pigmenti che si degradano progressivamente, e quello che resta è una struttura secca che tiene la forma per mesi. È il ciclo normale, e in molte zone quelle teste secche restano sulla pianta tutto l'inverno.
Una pianta in difficoltà si riconosce da altro. Il segnale è nelle foglie e non nei fiori: foglie afflosciate su tutta la pianta anche al mattino presto, quando la temperatura è bassa, insieme a un terreno costantemente fradicio oppure costantemente secco. L'ortensia si affloscia regolarmente nel pomeriggio di una giornata calda e si riprende da sola dopo il tramonto: quello è un meccanismo di difesa, non un sintomo. È l'afflosciamento del mattino che va guardato.
Su una pianta con foglie sane e fiori invecchiati non c'è niente da fare oggi. Continua a bagnare quando i primi tre centimetri sono asciutti, tenendo conto che con le giornate più corte servirà meno acqua della settimana scorsa, e lascia stare le forbici.
Il segnale del giorno
La foglia vecchia e la foglia nuova raccontano due storie diverse, e leggere solo la prima porta a diagnosi sbagliate.
La foglia vecchia è un archivio. Porta i segni di tutto quello che è successo da quando si è aperta: la grandinata di giugno, i due giorni senz'acqua di luglio, il sole di un pomeriggio di agosto su una foglia bagnata. Quei segni restano anche quando la causa è finita da settimane, perché il tessuto morto non si ripara.
La foglia nuova è invece un bollettino di oggi. Si è formata con le risorse che la pianta ha adesso, con l'acqua e i minerali che riesce ad assorbire in questo momento. Se esce di dimensioni normali, di colore pieno e con la lamina distesa, la pianta sta funzionando.
Il modo di guardare è questo: individua l'ultima coppia di foglie completamente aperte in cima a un ramo e confrontala con una foglia della base. Se la differenza è solo l'usura, tutto bene. Se la foglia nuova è più piccola, più chiara, arricciata o con nervature che spiccano su un fondo giallo, allora il problema è adesso e vale la pena cercarlo.
Quello che questo confronto non dice è che cosa non va: dice soltanto se guardare al passato o al presente. È già molto.
Il gesto del giorno
Oggi il gesto è di sottrazione: non tagliare.
Le forbici a fine agosto sono la principale causa di ortensie che non fioriscono l'anno dopo, e la tentazione è forte proprio perché la pianta ha un aspetto disordinato. Lascia le teste secche dove sono. Oltre a non danneggiare la pianta, proteggono le gemme che stanno sotto durante il freddo, e restano decorative sul secco.
Lo stesso vale per le foglie rovinate: finché sono attaccate e verdi almeno in parte, fanno ancora fotosintesi e contribuiscono a riempire le riserve delle radici per l'inverno. Si tolgono solo le foglie completamente secche o quelle con macchie scure che si allargano, che vanno raccolte da terra e non lasciate ai piedi della pianta.
La finestra giusta per intervenire sulle ortensie arriva molto più avanti: fine inverno per la pulizia dei rami secchi e dei fiori vecchi, subito dopo la fioritura per il taglio di riordino sulle varietà che lo tollerano. Da qui a novembre l'unica cosa utile è bagnare con misura e togliere di mezzo le foglie cadute.
L'errore del giorno
Potare le ortensie a fine agosto.
L'abitudine ha una radice logica: la pianta è disordinata, i fiori sono secchi, l'estate finisce, quindi si mette a posto. Il problema è che la maggior parte delle ortensie coltivate nei giardini italiani, quelle a testa tonda e quelle a testa piatta, forma le gemme a fiore dell'anno successivo alla fine dell'estate e in autunno, sui rami cresciuti quest'anno. Le gemme sono già lì, minuscole, in cima e all'ascella delle foglie. Tagliando adesso si tolgono i fiori del prossimo giugno, e la pianta ripartirà solo con foglie.
Non è un errore assoluto. Esistono ortensie che fioriscono sul legno dell'anno in corso, cioè su rami nati in primavera: l'ortensia paniculata, con le pannocchie allungate, e l'ortensia arborescens, quella dei grandi globi bianchi. Su queste la potatura si fa a fine inverno e può essere anche molto energica, senza perdere niente.
Il modo per capire quale hai è la forma dell'infiorescenza. Testa tonda o piatta e fusto rigido: non toccarla adesso. Pannocchia conica o globo bianco su rami sottili: la potatura si farà, ma a febbraio.
Nell'orto
Nell'orto la fine di agosto è il momento della seconda partenza, e la data cambia parecchio lungo la penisola.
Al Nord si trapiantano adesso i cavoli invernali, i broccoli, il cavolo nero e i finocchi: le piantine messe a dimora entro i primi giorni di settembre in pianura padana fanno in tempo a radicare prima che le temperature scendano. Chi aspetta ottobre ottiene piante che restano ferme e riprendono solo in primavera. Si semina anche la valerianella, che germina bene sotto i venti gradi e regge il gelo.
Al Centro-Sud e nelle isole tutto questo si sposta avanti di tre o quattro settimane. In Sicilia e nella Puglia meridionale il terreno a fine agosto è ancora sopra i venticinque gradi in superficie, e i cavoli trapiantati ora patiscono e vanno subito a seme. Qui la finestra buona è fra la fine di settembre e la metà di ottobre, e sulle coste anche più tardi.
Vale ovunque, invece, una cosa: raccogliere le foglie e i frutti malati dei pomodori e delle zucchine e portarli via dall'orto, non lasciarli fra le file. Le spore che passano l'inverno lì sono quelle che ripartiranno a maggio.
Quello che si compra adesso
Le melanzane di fine estate sono le migliori dell'anno, e si scelgono con due controlli che si fanno senza staccare gli occhi dalla cassetta.
Il primo è il calice, cioè la parte verde attaccata al picciolo. Deve essere verde vivo, turgido, e nelle varietà spinose deve pungere: un calice bruno, secco o afflosciato dice che la melanzana è stata raccolta da più di una settimana, e la polpa sarà spugnosa e amara.
Il secondo è la prova del pollice. Premi la buccia con il polpastrello, senza forza: se l'impronta scompare subito il frutto è al punto giusto, se resta l'ortaggio è vecchio e i semi dentro saranno già scuri e duri.
Infine il peso. Prendine due delle stesse dimensioni e confrontale in mano: la più pesante ha più polpa e meno vuoti, la più leggera ha già cominciato a perdere acqua. Fra due melanzane identiche a vedersi, questa è l'unica differenza che conta.
La parola del giorno
Rifiorente. Si dice di una pianta che produce più di una fioritura nella stessa stagione.
Compare sulle etichette dei vivai accanto ai nomi delle rose, delle ortensie e di alcuni arbusti, e cambia completamente il momento in cui si può potare. Una pianta non rifiorente fiorisce una volta sola, su rami formati l'anno precedente, e va potata subito dopo la fioritura. Una rifiorente produce fiori anche sui rami nuovi, e tollera tagli in stagioni diverse.
Nel caso delle ortensie sono comparse negli ultimi anni varietà rifiorenti che fioriscono sia sul legno vecchio sia su quello nuovo: sono le uniche a testa tonda che perdonano una potatura fatta nel momento sbagliato. Se hai comprato l'ortensia negli ultimi dieci anni e sull'etichetta c'era scritto rifiorente, la regola del non tagliare a fine estate resta valida ma un errore costa molto meno.
Il cielo di stasera
La luna è piena: la fase esatta è caduta stamattina alle 06:18. Stasera sorge poco dopo il tramonto del sole, a est, e resta visibile tutta la notte.
All'alba di oggi c'è stata l'eclissi lunare parziale, con il massimo intorno alle 06:12 e il 96 per cento del disco dentro l'ombra della Terra. Chi aveva l'orizzonte occidentale libero l'ha vista molto bassa, con il cielo che si stava già schiarendo; chi si trova nelle regioni orientali del Paese ha avuto pochi minuti utili prima che la luce dell'alba coprisse tutto.
Il sole tramonta stasera alle 20:10 a Milano, alle 19:52 a Roma e alle 19:43 a Palermo. Rispetto a venerdì scorso sono venti minuti di luce in meno al Nord e quindici in Sicilia.
Il plenilunio di fine agosto era il riferimento contadino per l'inizio dei lavori di preparazione autunnale in molte zone d'Italia. È una consuetudine tramandata, legata al fatto che la luce lunare permetteva di lavorare fino a tardi, non un effetto misurato sulle piante.
Da osservare stasera
Vai a una pianta che ti sembra malandata e trova la foglia più giovane completamente aperta.
Guardala contro luce, tenendola fra te e il cielo ancora chiaro. Vedrai le nervature disegnate sul verde. Se sono sottili e regolari e il tessuto fra una e l'altra è uniforme, la pianta sta lavorando bene adesso, qualunque cosa mostrino le foglie in basso.
Bastano venti secondi e cambia il giudizio su mezzo giardino.
