Il 31 agosto è l'ultimo giorno del mese e non succede niente di speciale sotto terra: le radici non hanno un calendario e il 31 agosto e il 1 settembre sono la stessa giornata. Quello che è cambiato davvero è misurabile in altro modo. Il sole tramonta oggi intorno alle 20:04 a Milano e alle 19:38 a Palermo, e rispetto al 24 agosto il giorno si è accorciato di ventuno minuti al Nord e di sedici al Sud.

Nell'orto e sul terrazzo la conseguenza è la stessa e riguarda le notti. Le piante da frutto estive — pomodori, peperoni, melanzane, basilico — lavorano bene sopra i quindici gradi notturni. Sotto quella soglia rallentano, e il rallentamento si vede prima sui frutti che sulle foglie.

Questo rende l'ultimo giorno di agosto un buon momento per fare un bilancio, non per nostalgia ma per decidere. In un orto e su un balcone ci sono sempre piante che stanno producendo e piante che stanno solo occupando spazio e acqua. Distinguere le une dalle altre adesso significa avere spazio, luce e terra libera per quello che si semina in settembre.

La pianta del giorno: il pomodoro

Il pomodoro a fine agosto ha ancora frutti attaccati e la pianta ha già cominciato a esaurirsi. Sono due cose vere insieme, e la confusione fra le due porta a tenere in piedi per un mese piante che non produrranno più niente.

Guarda la parte alta della pianta. Se i fiori nuovi che si aprono in questi giorni cadono senza allegare, cioè senza formare un frutticino, quella pianta ha finito: sotto i quindici gradi notturni il polline diventa poco vitale e l'allegagione si ferma. Al Nord questa soglia si supera nella prima settimana di settembre, in pianura padana anche prima; sulle coste del Centro-Sud si arriva a metà ottobre, e in Sicilia una pianta sana continua a produrre fino a novembre.

Il secondo controllo è sui frutti verdi già formati. Quelli che hanno raggiunto la dimensione definitiva e sono ancora verdi matureranno, dentro o fuori dalla pianta. Quelli piccoli come una nocciola non ce la faranno: non hanno più il tempo né il caldo per ingrossare, e restano lì a consumare risorse che la pianta toglie agli altri.

Quindi la decisione si prende così: se ci sono frutti fatti che devono ancora colorare, la pianta si tiene. Se in cima ci sono solo fiori che cadono e frutticini fermi, si toglie e si libera il posto. Non si tiene una pianta di pomodoro per affetto: si tiene finché ha qualcosa da portare a termine.

Il segnale del giorno

Il segnale da guardare oggi è la crescita dei frutti, non il loro colore. Scegli un pomodoro verde di media grandezza e segna mentalmente la sua dimensione rispetto a qualcosa di fisso: il palmo, un dito, il tutore accanto.

Un frutto che sta ancora ingrossando raddoppia in una decina di giorni a fine agosto. Un frutto fermo resta identico e comincia a cambiare superficie: la buccia perde la lucentezza tesa e diventa opaca, con un colore verde più chiaro e più uniforme.

Quello che questo segnale dice è che la pianta ha smesso di investire su quel frutto. Quello che non dice è che il frutto sia perso: un pomodoro fermo alla dimensione giusta matura lo stesso. Dice solo che aspettarlo sulla pianta non serve più a niente, perché non prenderà un grammo in più.

Il gesto del giorno

Cima le piante di pomodoro che vale la pena tenere. Cimare vuol dire tagliare la cima del fusto principale due foglie sopra l'ultimo grappolo che ha frutti già formati.

Il taglio si fa con le forbici pulite, netto, e si fa oggi al Nord e nelle zone interne del Centro. Sulle coste tirreniche e in Sicilia si può rimandare di due o tre settimane, perché lì la pianta ha ancora tempo per portare a maturazione un altro grappolo.

Serve a questo: la pianta smette di allungare e di aprire fiori inutili, e manda quello che le resta nei frutti che ci sono già. Il risultato si vede in dieci giorni sui pomodori che stavano colorando lentamente. Se non lo fai, la pianta continua a fare vegetazione fino alla prima notte fredda e i frutti maturano più tardi e con meno zucchero.

L'errore del giorno

L'errore è aspettare che maturino tutti sulla pianta. È l'abitudine più diffusa e la più comprensibile: sembra logico che il frutto sia migliore se resta attaccato fino alla fine.

Per il pomodoro non è così, e la ragione è precisa. Il pomodoro è un frutto climaterico: una volta raggiunta la dimensione definitiva produce etilene da solo e matura anche staccato, senza perdere zucchero, perché lo zucchero smette di arrivare dalla pianta molto prima del cambio di colore. Un pomodoro fatto raccolto verde e tenuto al buio a temperatura ambiente arriva rosso e saporito.

Lasciarli tutti sulla pianta a settembre significa esporli alle piogge, che li spaccano, e alle notti umide, che fanno partire la muffa dal picciolo. Nella prima metà di settembre al Nord conviene raccogliere tutti i frutti già formati e farli maturare in casa, su un vassoio in un solo strato, controllandoli ogni due giorni.

C'è un caso in cui la maturazione sulla pianta serve davvero: le varietà da conserva raccolte in blocco a fine stagione, dove la maturazione contemporanea in campo semplifica il lavoro. Lì si aspetta, e si accetta di perderne qualcuno.

Nell'orto

Fine agosto è il momento in cui l'orto cambia inquilini, e il calendario è diverso a seconda della latitudine.

Al Nord si liberano le file dei pomodori e delle zucchine esaurite e si semina subito: spinacio, rucola, ravanello, valerianella e lattuga da taglio germinano in pochi giorni su terreno ancora caldo e crescono con la luce che c'è. Le cipolle da svernare si seminano in semenzaio adesso per trapiantarle a ottobre. Chi rimanda tutto a metà settembre trova terreno più fresco e piante che entrano nell'inverno troppo piccole.

Al Centro-Sud e sulle isole il problema è opposto: il terreno è ancora troppo caldo perché lo spinacio e la valerianella germinino bene, e le semine dirette fatte oggi in pieno sole danno fallanze alte. In Sicilia e in Puglia conviene seminare in cassetta all'ombra, tenere umido e trapiantare fra due settimane; oppure seminare in pieno campo dopo la prima pioggia vera. Nell'interno appenninico, dove le notti si sono già abbassate, si può procedere come al Nord.

Ovunque si può piantare aglio a partire da ottobre, non adesso: chi lo mette a fine agosto lo fa germogliare col caldo e lo perde d'inverno.

Quello che si compra adesso

Le pesche tardive sono al banco in questi giorni e sono le migliori dell'anno, ma è anche il periodo in cui si trovano più frutti raccolti acerbi per reggere il trasporto.

Il controllo che funziona è il colore di fondo, non il rosso. Il rosso sulla buccia dipende dalla varietà e da quanto sole ha preso quella faccia del frutto, e non dice niente sulla maturazione. Quello che conta è il colore sotto: giallo pieno o crema caldo nelle zone non arrossate. Se lì il fondo tira al verde, la pesca è stata staccata presto e resterà dura e acidula.

Il secondo controllo è la spalla, cioè la zona attorno al picciolo. Deve cedere appena sotto il pollice. Se cede il fianco ma non la spalla, il frutto è ammaccato, non maturo.

Annusa il picciolo: una pesca matura profuma di pesca da vicino. Le pesche non guadagnano zucchero dopo la raccolta, diventano solo più morbide: quello che manca in dolcezza oggi non arriverà domani sul tavolo di casa.

La parola del giorno

Cimatura. È il taglio dell'apice vegetativo, cioè della punta che cresce, per fermare l'allungamento di un fusto o di un ramo.

La parola si trova nelle istruzioni delle bustine di semi di pomodoro, nei manuali di orticoltura e nelle guide alla coltivazione del basilico, dove indica il gesto opposto a quello di oggi: sul basilico si cima per farlo ramificare, sul pomodoro a fine stagione per fermarlo.

La differenza è nel momento. Cimare a inizio ciclo significa dire alla pianta di farsi più larga; cimare a fine ciclo significa dirle di smettere di crescere e di finire il lavoro. Sapere quale dei due si sta facendo evita di cimare i pomodori a giugno, che è l'errore simmetrico e altrettanto comune.

Il cielo di stasera

La luna è gibbosa calante, illuminata per circa l'ottantasette per cento. Sorge a Milano intorno alle 19:09 e resta visibile per tutta la notte; l'ultimo quarto sarà il 4 settembre, quindi da qui in avanti il disco continuerà ad assottigliarsi sul bordo destro.

Il sole tramonta oggi intorno alle 20:04 a Milano e alle 19:38 a Palermo. La differenza fra le due città è di ventisei minuti, e non dipende solo dalla longitudine: a fine agosto il Nord perde luce più in fretta, ventuno minuti a settimana contro i sedici del Sud, e questo divario continuerà a crescere fino a dicembre.

La tradizione contadina associava la luna calante alla raccolta di quello che si conserva e alla potatura, e la luna crescente alle semine. Sono consuetudini tramandate, non effetti misurati in campo: raccontano come si organizzava il lavoro agricolo, non come reagisce una pianta.

Da osservare stasera

Prima che faccia buio, conta i fiori aperti in cima a una pianta di pomodoro. Solo quelli aperti oggi, in cima, non i grappoli già formati più in basso.

Tienili a mente. Fra cinque giorni guarda lo stesso punto e conta quanti di quei fiori hanno formato un frutticino e quanti sono caduti. Non serve a decidere niente stasera: serve a vedere con i propri occhi, una volta sola, il momento preciso in cui una pianta smette di scommettere sulla stagione.