Il 4 settembre la giornata a Milano dura tredici ore e nove minuti, a Palermo dodici ore e cinquantaquattro. Rispetto a sette giorni fa sono una ventina di minuti di luce in meno al Nord e una quindicina al Sud, e la perdita accelera di giorno in giorno fino all'equinozio. È il dato che conta di più adesso, più della temperatura: le piante regolano la crescita sulla durata del giorno, e con meno luce rallentano anche se il pomeriggio è ancora caldo.
La conseguenza pratica riguarda il concime. Da qui in avanti nutrire una pianta con prodotti ricchi di azoto significa spingerla a produrre foglie e getti nuovi proprio mentre sta preparando il contrario, cioè l'irrigidimento dei tessuti che le permette di passare l'inverno. Quei getti restano teneri, non fanno in tempo a lignificare e il primo freddo li secca. Al Nord si smette adesso, nella prima decade di settembre. Al Centro si può arrivare a metà mese. Al Sud e sulle coste, dove il caldo tiene fino a ottobre inoltrato, si arriva alla fine di settembre.
La pianta del giorno: i limoni in vaso
Sul limone la questione è più delicata che su qualunque altra pianta da balcone, perché il limone non ha una stagione sola: fiorisce e allega più volte l'anno e in questo momento porta contemporaneamente frutti verdi grossi, frutti piccoli appena allegati e spesso qualche fiore. Chi lo vede lavorare così pensa che vada continuato a nutrire, e per metà è vero.
Quello che cambia è il tipo di concime, non la sua presenza. L'azoto va sospeso adesso al Nord e Centro-Nord: fa vegetazione, e la vegetazione tenera di ottobre è la prima cosa che si secca quando il vaso va in serra fredda o sotto un portico. Potassio e microelementi si possono ancora dare fino a fine mese, perché il potassio lavora sulla maturazione dei frutti e sull'irrobustimento dei tessuti.
La differenza fra un agrume in piena terra in Sicilia o in Calabria e uno in vaso a Bergamo è enorme e va detta. In piena terra al Sud la pianta ha radici profonde, il terreno si raffredda lentamente e la crescita continua per settimane: lì la concimazione autunnale ha ancora senso e si può proseguire fino a ottobre. In vaso al Nord il substrato è poco, si raffredda in una notte e le radici stanno a pochi centimetri da una parete di plastica esposta all'aria: lì ogni spinta in più è un danno rimandato di sei settimane.
Non tagliare i rami adesso e non rinvasare. Se il vaso è piccolo, se ne riparla a marzo.
Il segnale del giorno
Guarda le punte dei rami. Un getto nuovo di settembre si riconosce subito: è più chiaro del resto della chioma, quasi giallo-verde, la foglia è morbida e il fusticino si piega fra le dita senza fare resistenza. Un ramo maturo è verde scuro, rigido, e se lo pieghi oppone una resistenza legnosa.
Quel getto chiaro dice due cose. La prima è che la pianta sta ancora crescendo, quindi ha acqua e nutrimento a disposizione. La seconda, più importante, è che quel tessuto non ha il tempo di indurirsi prima delle prime notti fredde: al Nord le prime minime sotto i dieci gradi arrivano in ottobre, e a quel punto la punta annerisce e si secca.
Quello che il getto nuovo non dice è che la pianta stia male. È il contrario: sta lavorando. Il problema non è la sua salute di oggi, è il calendario. Se ne conti molti su un agrume, su una rosa o su un'ortensia in vaso, quella pianta è stata nutrita troppo tardi.
Il gesto del giorno
Sospendi il concime azotato. Se usi un prodotto liquido con la sigla NPK e il primo numero è alto, per esempio 20-5-10, quella era la formulazione della primavera: da oggi non serve più. Se hai concime granulare a lenta cessione sparso in superficie, non toglierlo, ma non aggiungerne altro.
Ci vogliono dieci secondi e consiste nel non fare una cosa. Vale al Nord e al Centro da subito; al Sud in piena terra hai ancora due o tre settimane.
Se non lo fai, non succede niente di visibile per un mese. Il conto arriva alla prima notte fredda, quando le punte tenere si anneriscono, e a quel punto sembra un danno da gelo improvviso mentre è la conseguenza di una scelta di settembre.
L'errore del giorno
Concimare a settembre pensando di preparare la pianta all'inverno è l'errore più diffuso di questo mese, e sembra ragionevole: se deve affrontare il freddo, si dice, meglio che sia forte e ben nutrita. Il ragionamento vale per un animale, che accumula riserve, non per una pianta, che le riserve le ha già messe da parte nelle radici e nel legno durante l'estate.
Il concime non riempie un magazzino: dà un segnale di crescita. La pianta risponde nell'unico modo che conosce, cioè costruendo tessuto nuovo, e il tessuto nuovo di settembre è tessuto tenero a ottobre.
C'è un caso in cui la concimazione autunnale si fa davvero, ed è quella potassica o fosfopotassica, che non spinge la vegetazione e favorisce la maturazione dei tessuti e delle gemme. Si fa a fine settembre e si fa su piante in piena terra. Sui vasi da balcone, salvo gli agrumi al Sud, l'autunno è la stagione in cui si toglie, non in cui si aggiunge.
Nell'orto
In pianura padana l'orto estivo è in chiusura: pomodori e melanzane vanno raccolti man mano, senza aspettare la maturazione perfetta, perché con tredici ore di luce e le notti che scendono i frutti maturano lentamente e si spaccano alla prima pioggia. È il momento della semina di spinaci, valerianella, ravanelli e rucola, che con il terreno che si raffredda germinano meglio di quanto facessero ad agosto.
In Toscana, nelle Marche, nel Lazio interno si è una decina di giorni indietro rispetto al Nord: i pomodori tengono ancora e le semine autunnali si possono fare adesso o fra due settimane senza differenza.
In Sicilia, in Calabria, nel Salento e lungo tutte le coste meridionali settembre non è la fine di niente: è l'inizio della seconda stagione produttiva dell'anno. Le semine di finocchio, cavolfiore, broccolo e bietola si fanno adesso e le piantine hanno davanti due mesi di clima ottimo. La differenza con Milano è di un mese pieno.
Quello che si compra adesso
Le susine sono al banco in questi giorni, ed è la settimana giusta per le varietà tardive a buccia scura. Una susina buona ha la buccia coperta da un velo biancastro opaco, la pruina: è una cera prodotta dal frutto stesso, e se c'è vuol dire che nessuno l'ha strofinata o lavata per farla sembrare lucida. Quelle lucide sono state manipolate.
Prendine una in mano e premi vicino al picciolo, non sulla pancia. Deve cedere appena, come un cuscino sgonfio. Se è dura ovunque è stata staccata troppo presto e in casa diventerà molle senza diventare dolce, perché la susina non accumula zucchero dopo la raccolta. Se cede subito ed è rugosa attorno al picciolo, è vecchia.
L'odore va cercato a temperatura ambiente: dal frigorifero del banco non sentirai niente. Una susina matura profuma di sé stessa a mezzo metro di distanza.
La parola del giorno
NPK è la sigla stampata su ogni confezione di concime e quasi nessuno la legge. Sono i simboli chimici di tre elementi: azoto (N), fosforo (P) e potassio (K). I numeri che seguono, per esempio 20-5-10, sono le percentuali in peso di ciascuno.
Serve saperlo perché i tre elementi fanno cose diverse. L'azoto costruisce foglie e fusti, ed è quello che si spinge in primavera. Il fosforo lavora sulle radici e sulla fioritura. Il potassio irrobustisce i tessuti, regola l'acqua nella pianta e aiuta la maturazione dei frutti.
Cambia qualcosa di concreto: davanti allo scaffale, a settembre, un prodotto con il primo numero alto è quello da lasciare lì, e uno con il terzo numero alto è quello che può ancora servire. Senza la sigla si comprano a caso confezioni che dicono tutte le stesse cose in copertina.
Il cielo di stasera
La Luna è oggi all'ultimo quarto: metà del disco illuminata, la parte luminosa rivolta a levante. In questa fase non la vedrai stasera presto, perché sorge a notte fonda ed è alta nel cielo verso l'alba: se ti svegli presto è quella la finestra buona.
Il Sole tramonta oggi intorno alle 19:57 a Milano, alle 19:41 a Roma, alle 19:33 a Palermo. Da qui alla luna nuova dell'11 settembre la falce si assottiglia ogni notte e le notti restano buie: sono le sere migliori del mese per vedere le stelle deboli.
La tradizione contadina considerava la fase calante il momento per i lavori sotto terra e per la raccolta di quello che deve conservarsi. È una consuetudine tramandata, non un effetto misurato: vale la pena conoscerla per quello che è, cioè un modo antico di scandire il lavoro.
Da osservare stasera
Prendi il vaso del limone, o di qualunque pianta sempreverde che hai sul balcone, e passa la mano sulle punte dei rami senza guardare. Le punte mature graffiano appena, sono asciutte e rigide. Le punte nuove sono lisce, morbide, un po' umide al tatto.
Conta quante ne trovi di morbide. Non devi farci niente stasera. Serve solo a sapere quante ne ha la tua pianta adesso, perché fra tre settimane, quando arriveranno le prime notti fredde, saprai esattamente dove guardare.