Il 5 settembre la luce dura tredici ore e sei minuti a Milano, dodici ore e cinquantadue a Palermo: circa venti minuti in meno al Nord rispetto a una settimana fa, sedici al Sud. Con meno luce e con le notti che si allungano cambia una cosa che quasi nessuno considera: la velocità con cui un vaso asciuga.
Ad agosto il terriccio di un vaso al sole passava da bagnato ad asciutto in un giorno e mezzo. Adesso ce ne mette tre, e a fine mese quattro o cinque. La pianta traspira meno perché le ore di luce sono meno, la temperatura notturna scende, l'evaporazione dalla superficie rallenta. Se continui ad annaffiare con la frequenza di agosto stai dando alla pianta il doppio dell'acqua che le serve.
Il punto in cui questo si vede per primo è il sottovaso. D'estate l'acqua che restava lì veniva riassorbita o evaporava in poche ore. Da settembre resta ferma per giorni, a contatto con i fori di drenaggio, e la parte bassa del substrato rimane satura. Le radici che stanno lì non trovano più aria, e le radici hanno bisogno di ossigeno quanto le foglie.
La pianta del giorno: il ciclamino
I ciclamini arrivano nei negozi in questi giorni, fioritissimi, e la maggior parte di quelli venduti a settembre muore entro un mese. Non per fragilità della pianta, che è robusta e vive anni, ma per due errori che si fanno il primo giorno.
Il primo è la temperatura. Il ciclamino da vaso viene coltivato in serra fredda e sta bene fra i dieci e i quindici gradi. In un salotto a venti gradi si affloscia in tre giorni: le foglie si abbassano, i gambi si piegano, i boccioli restano chiusi. Chi lo vede così pensa che abbia sete e lo annaffia, che è esattamente la cosa che lo finisce. Il posto giusto è un balcone, un davanzale esterno, una scala fredda, un pianerottolo non riscaldato. Al Nord starà fuori benissimo fino alle gelate; al Sud e sulle coste può stare fuori tutto l'inverno.
Il secondo errore è l'acqua sul tubero. Il ciclamino cresce da un tubero schiacciato che sta a filo del terriccio, e da lì partono tutti i piccioli. Se ci versi sopra l'acqua della caraffa, quella si ferma nell'incavo fra i piccioli e in due giorni parte un marciume molle che si porta via la pianta dal centro. Si annaffia per immersione: si appoggia il vaso in una bacinella con due dita d'acqua, si aspetta dieci minuti, si toglie e si lascia sgocciolare.
Un fiore appassito non si taglia con le forbici: si prende il gambo alla base e si strappa con un colpo secco di polso, così non resta il moncone che marcisce.
Il segnale del giorno
Annaffia normalmente e torna a guardare il sottovaso dopo mezz'ora. Se è asciutto, il substrato ha assorbito quello che poteva e va bene. Se c'è ancora acqua, quella non verrà più riassorbita: il terriccio è già alla sua capacità e da lì in poi resta solo a bagnare la base.
Mezz'ora è il tempo giusto perché la risalita per capillarità, cioè l'acqua che il terriccio richiama verso l'alto, avviene nei primi venti minuti. Dopo, quello che è rimasto sotto resta sotto.
Questo segnale dice che stai dando più acqua di quanta il vaso ne trattenga. Non dice ancora che la pianta stia soffrendo: le radici in acqua reggono qualche giorno prima di cedere. Ma se il sottovaso è pieno tre volte di seguito, il problema smette di essere l'acqua e diventa la radice.
Il gesto del giorno
Svuota tutti i sottovasi. Fallo stasera, uno per uno, inclinando il vaso e buttando via quello che c'è. Su un balcone con dieci vasi ci vogliono cinque minuti.
Adesso e non a luglio perché adesso quell'acqua non se ne va da sola. Da qui a ottobre resterà lì per giorni e a ogni annaffiatura se ne aggiungerà dell'altra.
Se non lo fai, il danno non si vede da sopra: le foglie restano verdi mentre le radici basali marciscono, e la pianta collassa tutta insieme in ottobre, quando ormai la causa sembra il freddo. Se non vuoi svuotare a mano, metti tre sassi o due piedini sotto il vaso e togli il sottovaso: l'acqua se ne va e basta. Sui balconi condominiali, dove il sottovaso serve a non bagnare il vicino di sotto, svuotalo e basta.
L'errore del giorno
Annaffiare un ciclamino dall'alto sembra la cosa più naturale del mondo, ed è quello che facciamo con tutto il resto. L'abitudine viene da lì: si prende l'annaffiatoio e si versa sulla chioma, come si fa con il basilico o con un geranio.
Sul ciclamino non funziona perché la struttura della pianta è diversa. Il tubero è in superficie, i piccioli partono tutti da un punto solo, e quel punto è una conca. L'acqua ci si ferma dentro, non evapora perché è coperta dalle foglie, e in ambiente fresco e umido parte il marciume del colletto.
C'è un modo in cui si annaffia dall'alto anche il ciclamino, ed è versando lentamente sul bordo del vaso, lontano dal centro, tenendo il becco dell'annaffiatoio basso. Chi ha un vaso grande e mano ferma può farlo. Per tutti gli altri l'immersione è più sicura e ci mette lo stesso tempo.
Nell'orto
Al Nord questa è la settimana in cui si tolgono le piante di zucchine e cetrioli esaurite invece di tenerle ancora un po' per gli ultimi frutti: liberano spazio, e su una pianta stanca l'oidio, la muffa bianca sulle foglie, si moltiplica con l'umidità notturna e passa a quello che resta. Il terreno liberato si può seminare subito a spinacio o a valerianella.
Nel Centro Italia la raccolta di pomodori e peperoni continua per altre due o tre settimane, e conviene diradare le foglie basse per far arrivare più luce ai frutti che restano.
In Sicilia, in Puglia e lungo le coste tirreniche meridionali si trapiantano adesso i cavoli e si semina il finocchio in pieno campo. Le piantine trovano temperature ancora alte di giorno ma notti che scendono, che è la combinazione che vogliono. Fare la stessa semina in pianura padana oggi significa avere piante troppo piccole all'arrivo del freddo.
Quello che si compra adesso
Le pere sono nel pieno adesso, e sono il frutto che più spesso si compra sbagliato, perché quasi tutte vengono staccate acerbe di proposito. Una pera che matura sull'albero diventa farinosa al centro: la raccolta anticipata non è un trucco commerciale, è il modo corretto di trattarla.
Quindi non cercare una pera morbida al banco. Cercala soda, senza ammaccature scure, con la buccia opaca e il picciolo ancora attaccato e non secco. Il punto da toccare è uno solo: il collo, la parte stretta vicino al picciolo. Se cede appena lì, è pronta da mangiare oggi. Se è dura ovunque, mettila in un sacchetto di carta con una mela per due giorni e maturerà.
Le pere del banco a temperatura ambiente vanno controllate ogni giorno: fra il pronto e il farinoso passano ventiquattro ore.
La parola del giorno
Asfissia radicale è la formula che si trova sui forum e nei consigli dei vivaisti, e suona più drammatica di quello che è: significa semplicemente che le radici non trovano ossigeno.
Le radici respirano. Prendono ossigeno dall'aria contenuta negli spazi vuoti fra le particelle del terriccio, e quando quegli spazi si riempiono d'acqua e restano pieni per giorni, quelle radici smettono di funzionare e marciscono. Non è l'acqua a uccidere la pianta: è l'aria che manca.
Cambia il modo di leggere i sintomi. Una pianta in asfissia ha foglie gialle, mosce, che cadono: gli stessi segni della sete. Chi non conosce la parola vede una pianta appassita e annaffia di più, accelerando quello che sta succedendo. Chi la conosce infila un dito nel terriccio prima di decidere.
Il cielo di stasera
La Luna è calante, un giorno dopo l'ultimo quarto: la falce si assottiglia e da stasera sorge sempre più tardi nella notte, verso l'una. Il cielo della prima parte della sera resta quindi senza luna fino alla luna nuova dell'11 settembre, che cadrà alle 3:26 del mattino.
Il Sole tramonta oggi intorno alle 19:55 a Milano, alle 19:38 a Roma, alle 19:31 a Palermo. Fra il Nord e la Sicilia ci sono quasi venticinque minuti di differenza, e verso l'equinozio la forbice si stringerà.
Sono sere buone per guardare in alto: senza luna e con l'aria di settembre più asciutta di quella di agosto, si vedono stelle che a luglio erano annegate nella foschia.
Da osservare stasera
Alza un vaso da terra, uno qualunque, e guardagli il fondo controluce. Cerca i fori: quanti sono, se sono liberi o se ne esce una radice bianca, se c'è del terriccio compattato che li chiude.
Poi appoggia un dito sul terriccio dal buco, spingendo appena verso l'interno. Se è bagnato lì sotto mentre la superficie è asciutta, quel vaso sta trattenendo acqua alla base. È l'informazione più utile che puoi avere su una pianta in questa stagione, e ci vogliono venti secondi.