A ottobre le peonie sembrano piante ormai a fine corsa. Le foglie ingialliscono, si macchiano di bruno, gli steli si piegano e il cespuglio che a maggio era coperto di fiori enormi appare stanco e disordinato. È proprio in questo momento, però, che si decide buona parte della fioritura della prossima primavera. Sotto terra, infatti, le radici carnose stanno accumulando riserve e le gemme che daranno i nuovi getti sono già formate. Le cure autunnali sono poche e semplici, ma sbagliarle, o saltarle, è uno dei motivi più frequenti per cui una peonia smette di fiorire.

Prima di tutto: che tipo di peonia avete

Non tutte le peonie si trattano allo stesso modo, e confonderle porta a errori seri. Le peonie erbacee, le più diffuse nei giardini, perdono completamente la parte aerea in inverno e ripartono ogni anno da gemme rosse poste appena sotto la superficie del terreno. Le peonie arboree, invece, sono veri arbusti con fusti legnosi che restano in piedi anche d'inverno e portano le gemme sui rami. Esiste poi un terzo gruppo, gli ibridi intersezionali detti anche Itoh, nati dall'incrocio tra i due tipi: hanno l'aspetto di una peonia erbacea ma possono conservare alla base qualche centimetro di legno.

Il riconoscimento è semplice: se in inverno la pianta ha rami legnosi con gemme gonfie, è una arborea e non va tagliata a terra. Se invece in autunno tutti gli steli diventano molli e secchi, si tratta di un'erbacea.

Il taglio degli steli nelle peonie erbacee

Per le erbacee, l'intervento principale di ottobre è la pulizia. Quando le foglie sono ingiallite o annerite, si tagliano tutti gli steli a livello del suolo, lasciando al massimo due o tre centimetri, e si raccolgono con cura anche le foglie cadute. Non si tratta di una semplice questione estetica: le foglie vecchie delle peonie sono spesso colpite dalla botrite e da altre malattie fungine, che svernano sui residui vegetali e in primavera attaccano i giovani germogli, facendoli annerire e piegare prima ancora che sboccino i fiori. Tutto il materiale tagliato va eliminato con i rifiuti organici o bruciato dove consentito, non lasciato sul terreno né messo nel compost domestico.

È importante non anticipare troppo il taglio. Finché le foglie sono verdi continuano a produrre nutrimento per le radici, e eliminarle a settembre, solo perché la pianta appare disordinata, significa togliere riserve preziose alla fioritura successiva. Il momento giusto arriva quando la vegetazione ha perso colore in modo evidente, di solito tra ottobre e novembre a seconda della zona.

Concimare e proteggere senza soffocare le gemme

Dopo la pulizia si può distribuire attorno alla pianta, a una ventina di centimetri dal centro, una manciata di compost maturo o di letame ben decomposto, oppure un concime organico a lenta cessione povero di azoto e ricco di fosforo e potassio. L'eccesso di azoto produce tanto fogliame e pochi fiori, quindi i fertilizzanti per prato o per piante verdi vanno evitati. Il concime va leggermente interrato con un rastrello, senza scavare in profondità per non ferire le radici.

Anche la pacciamatura richiede attenzione. Uno strato leggero di foglie secche o di corteccia può proteggere il terreno dalle gelate più intense nelle zone fredde e dalle piogge battenti, ma non deve mai accumularsi direttamente sopra le gemme, perché trattiene umidità e favorisce i marciumi. Nelle regioni a inverno mite, di solito, non serve affatto: le peonie erbacee sono piante molto rustiche e anzi hanno bisogno di un periodo di freddo per fiorire bene.

Piantare e dividere: ottobre è il mese migliore

L'autunno è la stagione ideale per mettere a dimora nuove peonie erbacee o dividere i cespi troppo vecchi. Le radici hanno il tempo di ambientarsi prima dell'inverno e in primavera la pianta riparte già stabilizzata. La regola fondamentale riguarda la profondità: le gemme devono trovarsi a non più di tre-cinque centimetri sotto la superficie. Una peonia erbacea piantata troppo in basso cresce, produce foglie sane, ma può non fiorire per anni. È la causa più frequente delle peonie "che non fanno fiori", insieme all'ombra eccessiva.

La buca va preparata ampia, con terra lavorata in profondità e arricchita di sostanza organica, in un punto soleggiato o con ombra solo nelle ore più calde. Il terreno deve essere drenante: le radici carnose temono il ristagno più di qualsiasi altra cosa. La divisione dei cespi si fa estraendo la zolla con la vanga, lavando le radici e separandole con un coltello affilato in porzioni che abbiano ciascuna almeno tre o cinque gemme. Bisogna mettere in conto che le piante divise possono saltare una fioritura o fiorire poco il primo anno: la peonia ama la stabilità e non va spostata se non è necessario.

Le cure per peonie arboree e ibridi Itoh

Le peonie arboree in autunno non vanno potate a terra. Si eliminano soltanto i rami secchi, quelli danneggiati e i resti dei fiori sfioriti, tagliando appena sopra una gemma sana. Si raccolgono le foglie cadute per gli stessi motivi sanitari delle erbacee. La concimazione è simile, con prodotti organici distribuiti alla base. Quando si pianta una peonia arborea, a differenza delle erbacee, il punto di innesto va interrato di diversi centimetri, così la pianta potrà sviluppare radici proprie e diventare più longeva.

Gli ibridi Itoh si tagliano in autunno a pochi centimetri da terra oppure appena sopra le gemme legnose della base, se presenti. Anche in questo caso la pulizia dei residui è la cura che più incide sulla salute dell'anno successivo.

Peonie in vaso

Chi coltiva le peonie in vaso deve ricordare che servono contenitori grandi e profondi, almeno quaranta o cinquanta centimetri, perché le radici si allungano molto. In autunno si eseguono le stesse operazioni di pulizia, si riducono le annaffiature senza lasciare mai il terriccio completamente asciutto e si protegge il vaso se arrivano gelate prolungate, avvolgendolo e sollevandolo da terra. Le peonie in vaso vanno comunque lasciate all'aperto: portarle in casa interromperebbe il periodo di freddo di cui hanno bisogno per fiorire.

Con una pulizia accurata, un nutrimento equilibrato e il rispetto delle gemme, ottobre diventa il mese in cui si prepara davvero la primavera. E a maggio la ricompensa arriva puntuale, con boccioli grandi e numerosi pronti ad aprirsi.