I calendari delle semine che si trovano in rete danno le stesse date per tutta l'Italia. Ma nessun calendario vale allo stesso modo da Bolzano a Palermo, e ad agosto la differenza diventa enorme.

Il motivo è uno solo: la data della prima gelata. Al Nord e nelle zone interne arriva tra ottobre e novembre, in Sicilia e sulle coste meridionali spesso dopo metà novembre. Sono quattro o sei settimane in più, e cambiano completamente cosa si può ancora seminare adesso.

La regola dei sessanta giorni

Esiste un modo semplice per calcolare da soli invece di fidarsi delle tabelle. Si prende la data della prima gelata attesa nella propria zona e si contano indietro cinquanta o sessanta giorni.

Se il risultato cade dopo oggi, quella coltura si può ancora seminare. In Sicilia, dove il freddo vero comincia a fine novembre, il conto porta ai primi di ottobre: significa che c'è un mese e mezzo di margine rispetto a chi coltiva in pianura padana. È il motivo per cui in Sicilia si possono ancora seminare varietà precoci di pomodoro che al Nord non maturerebbero mai.

Cosa si semina adesso in piena terra

Le colture da mettere a dimora in questi giorni sono quelle a ciclo breve e quelle che daranno raccolto in autunno. In piena terra si seminano lattughe, rucola, valerianella, spinaci, bietole da taglio, ravanelli e carote.

Insieme a queste vanno finocchi, radicchi e cicorie, che chiudono il ciclo con i primi freddi. Sono tutte specie che in Sicilia trovano condizioni migliori che altrove, perché la stagione mite si prolunga e le piante hanno tempo di ingrossare prima che le temperature scendano davvero.

Il caso del finocchio non dipende dal clima

Qui c'è un'eccezione che sorprende. Il finocchio ha una scadenza legata non alla temperatura ma alle ore di luce: oltre una certa data la pianta non riceve abbastanza luce per ingrossare il grumolo, e resta piccola anche se il clima è mite.

Significa che il vantaggio siciliano su questa coltura è minore di quanto sembri. La lunghezza del giorno cala allo stesso modo in tutta Italia, quindi il finocchio va seminato adesso e non rimandato. La tradizione contadina suggerisce di farlo a luna calante, perché così la pianta monta a seme più difficilmente e sviluppa la parte sotterranea.

Il problema opposto: il caldo che blocca i semi

Se la Sicilia ha più tempo, ha anche un ostacolo che al Nord non esiste con la stessa intensità. Con terreno molto caldo e asciutto i semi germinano male o in modo irregolare, e questo è il vero limite delle semine di agosto.

Quattro accorgimenti risolvono quasi tutto. Si semina nelle ore fresche, mai a mezzogiorno. Si bagna il solco prima di mettere il seme, non dopo. Si copre con uno strato leggero di terra fine e si mantiene umido senza far formare la crosta. E si usa acqua a temperatura ambiente, perché quella fredda su terreno caldo dà uno shock alle piantine appena nate.

Meglio le piantine che i semi

C'è una scorciatoia che in Sicilia ad agosto conviene più che altrove. Partire da piantine già pronte in vasetto invece che dal seme: radicano più velocemente e superano meglio lo stress da calore.

Si trapiantano adesso cavoli, verze, cavolfiori, finocchi, radicchio, catalogna, sedano, porri, lattughe e bietole. Chi vuole partire dal seme può comunque farlo, ma in semenzaio ombreggiato, per poi trapiantare tra tre o quattro settimane quando il caldo sarà calato.

La regola da tenere per le prossime settimane è questa: in Sicilia non serve affrettarsi come al Nord, ma serve proteggere le semine dal caldo molto più che altrove. Chi semina adesso con un po' d'ombra raccoglie fino a dicembre, e in molte zone anche oltre.