La luna nuova di lunedì 9 novembre, alle 8.02 ora italiana, cade nelle settimane in cui in gran parte d'Italia si seminano le fave. La fava, Vicia faba, è uno dei legumi più resistenti al freddo e si semina in autunno proprio per approfittare dell'inverno: le piantine si radicano bene prima del gelo e in primavera partono in anticipo.

Le fasi lunari nella semina sono una tradizione, non un fatto dimostrato. Quello che conta davvero è la profondità, la distanza e soprattutto il terreno: un seme di fava affidato a un terreno troppo bagnato marcisce prima di germinare, qualunque sia la luna.

Fave in autunno: dove funziona e dove conviene aspettare febbraio

La Royal Horticultural Society spiega che le fave seminate in autunno danno i raccolti più precoci, ma solo nelle zone miti e nei terreni ben drenati; dove il suolo resta fradicio d'inverno, i semi rischiano di marcire e conviene rimandare alla fine dell'inverno. In Italia questo si traduce in una differenza netta: al Sud, sulle isole e lungo le coste del Centro la semina di novembre è la regola; nelle zone interne fredde e al Nord, nei terreni pesanti e argillosi, è più prudente aspettare febbraio o seminare in autunno solo in aiuole rialzate.

Molti contadini mettono i semi a bagno la sera prima della semina. L'ammollo per una notte ammorbidisce il tegumento e può anticipare di qualche giorno l'emergenza, ma non è indispensabile: in un terreno già umido, come quello di novembre, i semi asciutti germinano comunque. Basta una notte: non serve prolungarlo.

Semi di fava immersi in una ciotola d'acqua per l'ammollo
L'ammollo di una notte ammorbidisce il seme

Come preparare il terreno per le fave

La fava vuole un terreno lavorato, sminuzzato e pulito dalle erbacce, in una posizione soleggiata. La RHS consiglia di incorporare compost o letame ben maturo qualche settimana prima della semina; il letame fresco, invece, va evitato. Come tutte le leguminose, la fava ospita sulle radici batteri che fissano l'azoto dell'aria, per cui non ha bisogno di concimazioni azotate abbondanti.

Terreno dell'orto lavorato, sminuzzato, livellato e ripulito dalle erbacce
Un terreno sminuzzato e livellato aiuta la germinazione uniforme

Con la zappa si tracciano poi solchi rettilinei. La RHS indica 45 centimetri fra le file singole; chi preferisce le file doppie può tenerle a 23 centimetri l'una dall'altra, lasciando 60 centimetri fra una coppia e l'altra per passare.

Zappa che traccia un solco rettilineo nel terreno dell'orto
Il solco va tracciato dritto, alla distanza giusta dagli altri

Distanza e profondità: le due misure che contano per le fave

I semi si dispongono uno per uno nel solco, a una distanza tra 15 e 23 centimetri secondo la varietà, come indica la RHS. Seminarli più fitti non aumenta il raccolto: le piante si fanno ombra, l'aria circola meno e crescono le malattie fungine.

Semi di fava disposti singolarmente nel solco a circa diciotto centimetri l'uno dall'altro
Un seme ogni quindici-venti centimetri

La profondità indicata dalla RHS è di 5-7,5 centimetri, con l'ilo, la cicatrice scura del seme, rivolto verso il basso. Una semina troppo superficiale espone i semi a topi e uccelli, che li cercano proprio in autunno; una troppo profonda ritarda l'emergenza in un terreno che si sta raffreddando.

Seme di fava sul fondo di una piccola buca di semina con un righello appoggiato alla parete
Il seme va coperto da qualche centimetro di terra

Si ricopre il solco con terra fine, si compatta leggermente con il dorso del rastrello e si segna la fila con un paletto, così da ritrovarla quando in inverno l'orto sembra tutto uguale. Se il terreno è già umido non serve annaffiare.

Fila di semina di fave ricoperta di terra e segnata da un paletto con un'etichetta bianca
La fila segnata con un paletto si ritrova facilmente in inverno

Cosa aspettarsi dalle fave durante l'inverno

Per la semina di novembre la RHS segnala la varietà 'Aquadulce', particolarmente resistente al freddo; i semi avanzati non vanno buttati, perché la fava non ha bisogno del freddo invernale per fiorire e si può seminare anche a fine inverno. Le piantine spuntano in due o tre settimane e restano basse per tutto l'inverno. Nelle notti più fredde si possono coprire con un telo di tessuto non tessuto, come suggerisce la RHS. Con il ritorno del tempo mite, una leggera sarchiatura fra le file e un po' di terra accostata alla base delle piante le aiutano a restare stabili. In primavera, quando compaiono i primi baccelli, cimare le punte aiuta a scoraggiare l'afide nero, uno dei parassiti più comuni della fava.

Seminare prima della luna nuova resta un bel modo per ricordarsi la data. Ma è la scelta di un terreno che non trattiene l'acqua a decidere se in primavera la fila sarà piena o vuota.

Una nota sulla tossicità: le fave, soprattutto crude, possono causare una grave crisi emolitica, il favismo, nelle persone con carenza dell'enzima G6PD, una condizione ereditaria. Chi ne è affetto deve evitarle del tutto, e in casa è bene sapere se qualcuno ne soffre prima di portare in tavola fave fresche. In caso di ingestione da parte di una persona con questa carenza si chiama subito il medico o il Centro antiveleni, senza aspettare i sintomi.