A fine agosto i gerani cominciano a mostrare foglie gialle e la reazione tipica è dare acqua o concime a caso. È l'errore che peggiora la situazione nella metà dei casi, perché le due cause più comuni richiedono interventi opposti.

Distinguerle non richiede esperienza. Bastano due osservazioni: da dove parte il giallo e come è la foglia se la si tocca. Il resto viene da sé.

Prima causa: dalla base e molli

Se le foglie che ingialliscono sono quelle basse, vicino al terriccio, e al tatto risultano molli e cedevoli, il problema è l'acqua. Cadono con facilità, spesso staccandosi da sole.

Il geranio viene dal clima africano e non tollera i ristagni. Quando il sottovaso resta pieno o il terriccio non asciuga mai, le radici smettono di respirare e il danno si vede sopra. Se si continua ad annaffiare pensando che la pianta abbia sete, il passaggio successivo è il marciume radicale, che è molto più difficile da recuperare.

Seconda causa: venature verdi e giallo vivo

Il secondo quadro è completamente diverso e si riconosce da un dettaglio preciso. La foglia del geranio ingiallisce ma le nervature restano verdi, disegnando un reticolo. Il giallo è acceso, non spento, e la foglia resta consistente.

Non è acqua: è carenza di nutrienti, in particolare ferro e magnesio. Sono i due elementi che servono alla pianta per produrre clorofilla, e senza clorofilla il verde se ne va mentre la struttura resta. La differenza al tatto è netta: nel primo caso la foglia cede sotto le dita, qui no.

Perché la seconda arriva proprio adesso

C'è una ragione stagionale che spiega perché a fine agosto questo secondo caso diventa così frequente sui gerani. Hanno fiorito senza sosta da maggio, e ogni fioritura consuma nutrienti.

Il terriccio di un vaso è limitato e dopo tre o quattro mesi di produzione continua è esaurito. Ogni annaffiatura, per giunta, ne dilava una parte portandola via con l'acqua di scolo. È il motivo per cui il fenomeno colpisce soprattutto i gerani tenuti da più di una stagione nello stesso vaso, senza mai un rinnovo di terra.

Come intervenire senza sbagliare

Nel primo caso si sospendono subito le annaffiature e si lascia asciugare il terreno anche per diversi giorni. Si svuota il sottovaso, si controlla che i fori di drenaggio non siano ostruiti e nei casi gravi si rinvasa in terriccio nuovo, aggiungendo sabbia o perlite.

Nel secondo il geranio ha bisogno di nutrimento, ma con una precisazione importante per il periodo. A fine agosto l'azoto va evitato perché spinge vegetazione tenera che il freddo poi danneggia. Il ferro e il magnesio invece non hanno quel problema: si può correggere la carenza senza contraddire la regola stagionale. Chi preferisce un rimedio naturale può usare fondi di caffè asciutti o acqua di cottura delle verdure, filtrata e a temperatura ambiente.

Quando invece non è nessuna delle due

Ci sono tre situazioni che somigliano ma sono altro, e vale la pena escluderle prima di intervenire. La prima è l'invecchiamento naturale: una o due foglie basse che ingialliscono lentamente mentre il geranio continua a fiorire non sono un problema.

La seconda è il sole: foglie che ingialliscono partendo dalle punte, su vasi scuri esposti a lungo, sono bruciature. La terza è più seria e riguarda un giallo brillante e uniforme accompagnato da crescita bloccata e appassimento, che può indicare un'infezione fungina. In quel caso servono un fungicida e un rinvaso completo.

Il riassunto sta in due parole. Molle e dal basso significa troppa acqua, quindi si smette di annaffiare. Venature verdi e giallo vivo significa terreno esaurito, quindi si nutre ma senza azoto. Sono due cose opposte, e scambiarle è la ragione per cui tanti gerani non si riprendono.