Lo spatifillo che a novembre mostra macchie nere sulle punte delle foglie, spesso, non ha né malattie né sete: ha preso freddo. Secondo le linee guida dell'Università della Florida, firmate da Jianjun Chen e colleghi, alcune varietà di spatifillo (Spathiphyllum) subiscono danni da freddo già quando la temperatura scende a 7 gradi, e bastano cinque giorni intorno agli 11 gradi per rallentarne la crescita.
Il danno ha un aspetto preciso. Sulle foglie compaiono zone nere che partono dalla punta e avanzano verso l'interno, e le foglie adulte sono più sensibili di quelle appena spuntate. È per questo che uno spatifillo comprato in vivaio e portato a casa in una giornata fredda, o lasciato vicino a una finestra che di notte si raffredda, può annerire nel giro di pochi giorni senza che sia cambiato nient'altro.
Dove tenere lo spatifillo quando arriva il freddo
Lo spatifillo è una pianta di sottobosco tropicale e in casa sta bene con temperature diurne tra i 20 e i 29 gradi, come indicano le stesse linee guida. In inverno conviene allontanarlo dai vetri, che di notte diventano il punto più freddo della stanza, e non lasciarlo in correnti d'aria vicino a porte che si aprono spesso. Sul balcone o in veranda non riscaldata lo spatifillo non deve passare nemmeno una notte, da ottobre in poi. Per il trasporto dal vivaio basta avvolgerlo in carta o in un sacchetto, così il tragitto in auto non diventa uno shock.
Le foglie annerite non tornano verdi: si tagliano alla base quando il danno supera metà della lamina. Se lo spatifillo è stato al freddo solo per poco, le foglie nuove spunteranno sane appena la pianta torna al caldo. Un annerimento che compare invece in piena estate, lontano dalle finestre, ha altre cause e va guardato con occhi diversi.
Lo spatifillo che a novembre si macchia di nero chiede soprattutto di essere spostato di un metro, lontano dal vetro.
Una nota sulla tossicità: lo spatifillo appartiene alla famiglia delle Aracee e tutte le sue parti contengono cristalli di ossalato di calcio, che irritano bocca e gola se masticati. È tossico per cani e gatti e per i bambini che lo mettono in bocca. Conviene tenerlo fuori dalla loro portata e lavarsi le mani dopo averlo potato. In caso di ingestione si chiama il Centro antiveleni senza aspettare i sintomi, e per gli animali il veterinario.




