Chi pensa che l'autunno sia la stagione in cui il giardino si chiude commette un errore piuttosto comune. Ottobre, nella maggior parte d'Italia, è uno dei momenti migliori per mettere a dimora le piante perenni. Il terreno conserva il calore accumulato in estate, le piogge tornano regolari e il sole meno aggressivo non mette sotto stress le piante appena trapiantate. La parte aerea rallenta, ma le radici continuano a lavorare per settimane: quando arriverà la primavera, la pianta sarà già ben ancorata e potrà dedicare tutte le energie alla crescita e alla fioritura. Ecco dodici perenni affidabili, adatte a giardini e grandi vasi, e qualche regola per piantarle nel modo giusto.

Le perenni da foglia e da mezz'ombra

La heuchera è la prima della lista perché è difficile sbagliarla. Coltivata soprattutto per le foglie, che a seconda della varietà vanno dal verde lime al bronzo, dal rosso vinaccia all'argento, forma cuscini compatti che restano decorativi per gran parte dell'anno. Preferisce la mezz'ombra e un terreno fresco ma ben drenato. Al momento della messa a dimora conta un dettaglio: il colletto, cioè il punto in cui le foglie si uniscono alle radici, deve restare al livello del terreno. Sepolto, tende a marcire; troppo in alto, si secca.

Il colletto della heuchera va tenuto esattamente al livello del terreno.

L'elleboro è la scelta per chi vuole fiori quando tutto il resto riposa. Gli ellebori fioriscono tra fine inverno e inizio primavera, alcuni già a dicembre, e amano posizioni ombreggiate sotto alberi a foglia caduca, in terreni ricchi di sostanza organica. Piantarli in autunno permette loro di ambientarsi prima della fioritura. Sono piante tossiche se ingerite, un aspetto da considerare se in giardino ci sono bambini piccoli o animali.

L'hosta completa il trio dell'ombra. Le sue grandi foglie, verdi, glauche o variegate, illuminano gli angoli più scuri. In autunno la parte aerea si secca e la pianta scompare, ma i rizomi messi a dimora ora ripartiranno vigorosi in primavera. L'unico vero nemico sono lumache e chiocciole, da tenere d'occhio quando spuntano i germogli.

Il geranio perenne, da non confondere con i gerani da balcone che appartengono al genere Pelargonium, è un tappezzante rustico e generoso. Le specie del genere Geranium, come Geranium sanguineum o Geranium macrorrhizum, si adattano al sole e alla mezz'ombra e coprono il terreno limitando le erbe infestanti.

Le perenni da sole e da terreni asciutti

La lavanda, in particolare Lavandula angustifolia, è la regina dei bordi soleggiati. Chiede pieno sole e soprattutto un terreno che dreni bene: il ristagno d'acqua in inverno è la prima causa di morte. Nelle zone con inverni molto freddi e piovosi, o con terreni argillosi, conviene rimandare la piantagione alla primavera oppure migliorare il drenaggio con ghiaia e sabbia. Dopo la messa a dimora va bagnata con decisione alla base, senza inzuppare il fogliame, così che la terra aderisca bene alle radici.

Dopo il trapianto si bagna il terreno intorno alla lavanda, non le foglie.

La salvia nemorosa è una salvia ornamentale perenne con spighe blu-violacee che fioriscono a lungo tra tarda primavera ed estate, soprattutto se si tagliano gli steli sfioriti. È resistente al freddo e alla siccità e piace molto agli insetti impollinatori. Simile per esigenze e per effetto è la nepeta, in particolare Nepeta × faassenii, che forma nuvole di fiori lavanda e foglie aromatiche grigio-verdi. È anche la pianta che attira molti gatti, che amano rotolarsi tra i suoi cespi.

L'achillea, Achillea millefolium e i suoi ibridi, offre ombrelle piatte di fiori bianchi, gialli, rosa o rossi e un fogliame finemente diviso. Ama il sole, si accontenta di terreni poveri e soffre più per l'eccesso d'acqua che per la siccità. Il sedum, oggi classificato come Hylotelephium spectabile, fiorisce invece a fine estate con grandi infiorescenze rosa che virano al rame: le foglie carnose lo rendono adatto ai giardini asciutti e ai vasi esposti.

La gaura, che i botanici hanno spostato nel genere Oenothera con il nome di Oenothera lindheimeri, produce per mesi steli sottili carichi di piccoli fiori bianchi o rosa che sembrano farfalle in volo. Vuole sole e drenaggio perfetto, e dà il meglio dove molte altre piante soffrono il caldo.

Le grandi fioriture estive

L'echinacea, Echinacea purpurea, è una delle perenni più amate per i suoi fiori a margherita con il centro sporgente. Fiorisce in piena estate e lascia capolini secchi che gli uccelli visitano in inverno. Le piante giovani possono soffrire in terreni pesanti e umidi durante i mesi freddi: se il suolo è argilloso, meglio scegliere esemplari ben sviluppati e una posizione rialzata. Accanto a lei sta bene la rudbeckia, in particolare Rudbeckia fulgida, con fiori gialli dal cuore scuro che illuminano il giardino da fine estate all'autunno. È robusta, longeva e si allarga formando macchie compatte.

Come piantarle senza errori

Le regole di base sono poche ma decisive. La buca deve essere larga almeno il doppio della zolla, con la terra smossa sul fondo e sui lati, così le nuove radici trovano un suolo soffice in cui espandersi. Prima della messa a dimora conviene immergere il vaso in un secchio d'acqua finché non smettono di salire bolle d'aria: una zolla asciutta, una volta interrata, fatica a reidratarsi. Se le radici girano fitte attorno alla zolla, si allentano delicatamente con le dita.

La profondità è quella del vaso di coltivazione: la superficie della zolla deve trovarsi a filo con il terreno circostante. Dopo aver riempito la buca, si preme la terra con le mani per eliminare le sacche d'aria e si annaffia abbondantemente, anche se il terreno sembra umido. Nelle settimane successive le irrigazioni dipendono dalle piogge: in un ottobre asciutto vanno ripetute, in un autunno piovoso sono superflue.

Uno strato leggero di pacciamatura organica, come foglie triturate, corteccia o compost maturo, protegge le radici dagli sbalzi di temperatura, ma va tenuto a qualche centimetro dal colletto, soprattutto per heuchera, lavanda e piante da clima asciutto. Niente concimi azotati in questo periodo: stimolerebbero una crescita tenera proprio quando arriva il freddo. Basta un po' di compost incorporato nella buca. In primavera, quando le perenni ripartiranno, il lavoro fatto a ottobre si vedrà in una vegetazione più robusta e in fioriture più generose.