Tra le piante d'appartamento che negli ultimi tempi si incontrano sempre più spesso nei vivai e nelle foto dei salotti c'è una specie che fino a pochi anni fa conoscevano soprattutto i collezionisti di aracee: l'Alocasia cucullata. Non ha le foglie gigantesche delle cugine "orecchie d'elefante" né le venature argentate dell'Alocasia Amazonica, eppure ha un carattere preciso, una forma pulita e una robustezza che la rendono una delle alocasie più semplici da tenere in casa. È proprio questo equilibrio fra eleganza e facilità a spiegare perché sempre più persone la scelgono per dare un punto verde al soggiorno.
Che pianta è e da dove viene
L'Alocasia cucullata appartiene alla famiglia delle Araceae, la stessa di monstera, potos, filodendro e spatifillo. Il suo areale naturale, secondo il database botanico dei Kew Gardens, va dallo Sri Lanka e dall'Himalaya fino alla Cina meridionale e all'Indocina, con presenze in Assam, Bangladesh, Myanmar, Thailandia, Laos, Vietnam, Hainan e Taiwan. In natura cresce in ambienti tropicali umidi, lungo i corsi d'acqua, ai margini dei campi e nelle aree coltivate, anche in collina.
Il nome della specie viene dal latino cucullatus, "incappucciato", e fa riferimento alla forma della foglia, che alla base tende a richiudersi leggermente su se stessa come un piccolo cappuccio. In inglese è conosciuta come Chinese taro o Buddha's palm, "palmo di Buddha", anche se con le palme non ha nulla a che vedere. Quel soprannome ha una ragione precisa: nel Sud-est asiatico, e in particolare in Thailandia e in Laos, la pianta è tradizionalmente coltivata intorno ai templi buddhisti, dove è considerata di buon augurio. Il botanico Peter Boyce, uno dei maggiori studiosi di aracee, ha osservato che la si trova quasi sempre coltivata vicino ai luoghi di culto, più che allo stato selvatico.
Com'è fatta e perché piace tanto in casa
A differenza di molte alocasie che puntano tutto sul colpo d'occhio, la cucullata conquista per proporzioni e compostezza. Forma un cespo compatto di steli eretti, i piccioli, che sorreggono foglie a cuore larghe e lucide, di un verde brillante e uniforme, con l'apice che si allunga in una punta ben marcata. In coltivazione domestica la pianta raggiunge di solito un'altezza compresa fra i 60 centimetri e il metro, con foglie che variano parecchio di misura anche sullo stesso esemplare, come accade spesso nel genere Alocasia.
Proprio queste caratteristiche la rendono perfetta per l'arredamento contemporaneo. Il verde pieno e lucido si abbina bene alle pareti chiare, al legno naturale e ai vasi in ceramica opaca, mentre la crescita verticale e ordinata le permette di stare in un angolo del soggiorno, accanto a una libreria o vicino a una porta finestra senza invadere lo spazio. Rispetto ad altre alocasie, poi, è meno capricciosa: tollera meglio qualche errore e non va in crisi al primo cambio di stagione.
La luce giusta e la posizione nel salotto
In natura la cucullata vive anche in posizioni piuttosto aperte, ma in casa la scelta migliore è una luce abbondante e indiretta. L'ideale è un punto a uno o due metri da una finestra luminosa, magari schermata da una tenda leggera nelle ore più calde. Il sole diretto attraverso il vetro, soprattutto d'estate, scalda troppo l'aria intorno alle foglie e rischia di lasciare macchie secche sulla lamina. Al contrario, un angolo buio la porta a produrre steli lunghi e deboli, con foglie più piccole e meno brillanti. Ruotare il vaso di un quarto di giro ogni settimana aiuta la pianta a crescere dritta, senza piegarsi tutta verso la luce.
Un altro aspetto da non sottovalutare è la temperatura. Pur essendo più resistente al fresco di molte parenti tropicali, in appartamento va tenuta lontana dalle correnti fredde e dagli sbalzi termici: meglio evitare le posizioni accanto a porte che si aprono spesso d'inverno, ai condizionatori e ai termosifoni, il cui calore secco fa seccare i bordi delle foglie. Una temperatura stabile intorno ai 18-24 gradi è quella in cui cresce con più regolarità.
Acqua, umidità e terriccio
Il punto in cui si sbaglia più spesso con le alocasie è l'acqua. La cucullata ama un substrato fresco, ma non sopporta i ristagni, che in poco tempo fanno marcire il rizoma alla base. La regola pratica è annaffiare quando i primi due o tre centimetri di terriccio sono asciutti al tatto, e poi svuotare sempre il sottovaso dopo una ventina di minuti. In primavera e in estate, quando la pianta produce foglie nuove, le annaffiature saranno più frequenti; in autunno e in inverno, con la crescita rallentata, vanno diradate.
Le foglie apprezzano un'umidità ambientale discreta. In inverno, con il riscaldamento acceso, l'aria di casa diventa molto secca: avvicinare la pianta ad altre piante verdi o appoggiare il vaso su un sottovaso con ghiaia e un velo d'acqua, senza che il fondo tocchi l'acqua, aiuta a mantenere un microclima più favorevole. Per il terriccio conviene una miscela leggera e drenante, ad esempio terriccio universale di buona qualità alleggerito con perlite e un po' di corteccia fine. Il vaso deve avere fori di drenaggio sul fondo; il rinvaso si fa in primavera, quando le radici hanno riempito il contenitore, passando a un vaso solo poco più grande.
Una precauzione per chi ha bambini e animali
Come tutte le aracee, anche l'Alocasia cucullata contiene nei tessuti cristalli di ossalato di calcio. Se una foglia o uno stelo vengono masticati, questi cristalli provocano un'irritazione immediata e dolorosa di bocca e gola, con salivazione abbondante e, nei casi più seri, gonfiore e vomito. Per questo la pianta va sistemata fuori dalla portata dei bambini piccoli e di cani e gatti che hanno l'abitudine di mordicchiare il verde di casa. Durante la pulizia e i rinvasi è prudente usare i guanti, perché la linfa può irritare la pelle sensibile.
Moltiplicarla e farla durare
Una delle soddisfazioni di questa specie è che con il tempo tende ad accestire, producendo nuovi getti alla base. Quando il cespo è ben sviluppato, al momento del rinvaso primaverile si possono separare con delicatezza i polloni che hanno già radici proprie e sistemarli in vasetti singoli, tenendoli in un luogo luminoso e caldo finché non riprendono a crescere.
Chi cerca una pianta da salotto scenografica ma non complicata, insomma, nell'Alocasia cucullata trova un buon compromesso: foglie lucide e architettoniche, dimensioni gestibili e una resistenza superiore alla media del suo genere. Con una luce abbondante ma filtrata, annaffiature misurate e un po' di attenzione all'umidità, può accompagnare per anni l'arredamento di casa, crescendo un po' di più a ogni primavera.




