Pochi momenti sono deludenti come quello in cui il cactus di Natale, carico di boccioli rosa o rossi pronti ad aprirsi, comincia a lasciarli cadere uno dopo l'altro sul davanzale. Succede spesso, e quasi mai per caso. La pianta che chiamiamo così appartiene al genere Schlumbergera e, nonostante il nome, ha poco in comune con i cactus del deserto: è originaria delle foreste montane del Brasile sudorientale, dove vive come epifita sui rami degli alberi o fra le rocce, in un ambiente fresco, umido e luminoso ma riparato dal sole diretto. Capire da dove viene aiuta a capire perché, in casa, reagisce in modo così sensibile ai cambiamenti.
Esistono diverse specie e numerosi ibridi in commercio, che si distinguono soprattutto per la forma dei segmenti dei fusti e per il periodo di fioritura: alcuni fioriscono già a novembre, altri fra dicembre e gennaio. Le esigenze però sono le stesse, e lo sono anche le cause della caduta dei boccioli. Per prevenirla bisogna prima di tutto fare in modo che i fiori si formino, e poi proteggerli nelle settimane delicate in cui si sviluppano.
Come nasce la fioritura
La Schlumbergera è una pianta brevidiurna: forma i boccioli quando le notti si allungano e le temperature si abbassano, come avviene in natura con l'arrivo dell'autunno. In pratica le servono notti lunghe e buie, almeno dodici-quattordici ore di oscurità, e temperature fresche, idealmente fra dieci e quindici gradi; con il fresco la pianta tende a fiorire anche se il buio non è perfetto, mentre in un ambiente caldo il fotoperiodo diventa decisivo. Per circa sei settimane, a partire da settembre o ottobre, conviene quindi tenerla in una stanza poco riscaldata e lontana dalle luci accese la sera: una lampada del soggiorno che resta accesa fino a mezzanotte può bastare a confondere la pianta e a rimandare o ridurre la fioritura. In questa fase si riducono anche le annaffiature, lasciando asciugare il terriccio un po' di più del solito, e si sospende la concimazione.
Quando compaiono i primi boccioli, piccole gemme colorate all'estremità dei segmenti, la fase di induzione è conclusa. Da qui in poi la pianta entra nel periodo più delicato, e le regole cambiano: non serve più il buio prolungato, ma serve soprattutto stabilità.
Le cause della caduta dei boccioli
La prima causa, e la più sottovalutata, sono gli spostamenti. I boccioli si orientano verso la fonte di luce, e se la pianta viene girata o trasferita in un altro punto della casa devono riorientarsi; spesso, invece di farlo, la pianta li lascia cadere. Per questo, una volta formati i boccioli, il vaso non va più spostato né ruotato, nemmeno per pulire il davanzale. Se lo si vuole portare in un ambiente più visibile per le feste, meglio farlo prima che le gemme compaiano, e lasciarlo poi lì fino alla fine della fioritura. Lo stesso vale per una pianta acquistata già in boccio, che ha appena affrontato il viaggio dalla serra al negozio e poi fino a casa: qualche caduta nei primi giorni è frequente, e il modo migliore per limitarla è scegliere subito il posto definitivo e non cambiarlo più.
Altrettanto dannosi sono gli sbalzi di temperatura. Passare dalla veranda fresca al salotto riscaldato, stare sopra un termosifone o accanto a una stufa, o restare di notte contro il vetro gelido di una finestra sono situazioni che la pianta percepisce come uno stress. Il calore eccessivo, soprattutto se accompagnato da aria secca, è fra i nemici principali: durante la fioritura le temperature ideali restano moderate, indicativamente fra quindici e venti gradi, e un ambiente caldo in modo continuativo fa seccare e cadere i boccioli. Le correnti d'aria hanno lo stesso effetto: una porta che si apre spesso verso l'esterno, una finestra lasciata socchiusa, il getto di un condizionatore o di un ventilatore.
Poi c'è l'acqua, che crea problemi sia in eccesso sia in difetto. Un terriccio lasciato asciugare completamente proprio mentre i boccioli si ingrossano costringe la pianta a risparmiare risorse, e le gemme sono le prime a essere sacrificate. Al contrario, un substrato fradicio o un sottovaso pieno d'acqua soffocano le radici, che nelle epifite sono particolarmente sensibili ai ristagni, e il risultato visibile è identico. Anche la luce scarsa può contribuire, così come il sole diretto e caldo delle ore centrali dietro un vetro.
Le cure dalla formazione dei boccioli alla fioritura
Una volta che i boccioli sono visibili, la pianta va sistemata in un punto luminoso ma senza sole diretto nelle ore calde, lontano da fonti di calore e dalle correnti, e lasciata lì. Le annaffiature tornano un po' più regolari: il terriccio deve restare leggermente umido, mai bagnato, e si annaffia quando lo strato superficiale comincia ad asciugarsi, usando acqua a temperatura ambiente e svuotando il sottovaso dopo una decina di minuti. In ambienti molto secchi si può aumentare l'umidità attorno alla pianta appoggiando il vaso su un sottovaso largo riempito di ghiaia e acqua, facendo attenzione che il fondo del vaso non resti immerso.
Il substrato fa la sua parte. Le Schlumbergera vogliono un terriccio leggero, ricco di sostanza organica e molto drenante, come quello per orchidee o per piante epifite mescolato a terriccio universale, oppure un universale alleggerito con perlite o corteccia fine. Il rinvaso va fatto solo a fioritura terminata, preferibilmente in primavera, e senza esagerare con le dimensioni: queste piante fioriscono meglio con le radici un po' strette in un vaso non troppo grande.
Se nonostante tutto qualche bocciolo cade, non è il caso di allarmarsi: perderne uno o due è abbastanza comune, soprattutto sulle piante molto cariche, che a volte si alleggeriscono da sole. Il segnale da prendere sul serio è la caduta in massa, che indica quasi sempre un cambiamento brusco avvenuto nei giorni precedenti. Ripensare a cosa è cambiato, uno spostamento, l'accensione del riscaldamento, una finestra aperta, un'annaffiatura dimenticata o una di troppo, permette quasi sempre di trovare la causa e di correggerla. Dopo la fioritura la pianta merita un breve periodo di riposo con meno acqua, poi in primavera la ripresa della crescita e la concimazione; in estate si può tenere all'aperto all'ombra luminosa, pronta a ricominciare il ciclo con l'autunno.




