L'albero di giada è una delle piante d'appartamento più diffuse e più longeve. La Crassula ovata, questo il suo nome botanico, è una succulenta originaria del Sudafrica, con fusti che diventano legnosi col tempo e foglie spesse, carnose, di un verde lucido che in pieno sole può sfumare di rosso sui bordi. È conosciuta anche come albero dei soldi o pianta della fortuna, e non è raro trovarne esemplari di molti anni, tramandati in famiglia. Proprio perché è robusta, quando inizia a perdere le foglie molti si allarmano. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, il problema si risolve: basta capire da dove nasce.

Le foglie dell'albero di giada sono serbatoi d'acqua. Per questo il loro aspetto racconta molto della salute della pianta. Prima di intervenire conviene osservare con attenzione le foglie cadute: sono molli o dure? Gialle e traslucide, oppure raggrinzite? Cadono quelle in basso o quelle sulle punte dei rami? Ogni dettaglio è un indizio.

Troppa acqua: la causa più frequente

Se le foglie diventano gialle, molli, quasi gonfie e si staccano al minimo tocco, il sospetto principale è l'eccesso di acqua. È l'errore più comune con le succulente: le si annaffia come qualsiasi altra pianta da appartamento, e le radici, rimaste a lungo in un terriccio bagnato, cominciano a marcire. Una radice marcita non assorbe più acqua, e paradossalmente la pianta mostra segni di sofferenza simili a quelli della sete. Nei casi più avanzati la base del fusto diventa scura e morbida.

Cosa fare: sospendete subito le annaffiature e lasciate asciugare completamente il terriccio. Se la pianta non migliora, sfilatela dal vaso ed esaminate le radici. Quelle sane sono chiare e sode; quelle marce sono scure, molli e possono avere un odore sgradevole. Eliminate con forbici pulite le parti danneggiate, lasciate asciugare la zolla all'aria per un giorno o due e rinvasate in un terriccio per piante grasse, ben drenante, in un vaso con fori sul fondo. Il sottovaso non deve mai restare pieno d'acqua.

Per evitare ricadute, il modo più semplice di capire quando annaffiare è infilare un dito nel terriccio per qualche centimetro: se è ancora umido, si aspetta. Anche il peso del vaso è un buon indicatore, perché un vaso asciutto è sensibilmente più leggero. Meglio preferire contenitori in terracotta, che lasciano traspirare il terreno, a quelli in plastica o in ceramica smaltata.

Troppo poca acqua, freddo e poca luce

Il caso opposto è meno frequente ma esiste. Se le foglie si presentano raggrinzite, sottili, opache e cadono secche, la pianta ha esaurito le sue riserve. Succede soprattutto in estate o vicino a fonti di calore come termosifoni e stufe. In questo caso basta una bagnatura abbondante, lasciando poi sgocciolare bene l'acqua in eccesso, e un ritorno a un ritmo regolare: durante la stagione calda si annaffia quando il terriccio è asciutto in profondità, cioè in genere una volta ogni una o due settimane; in inverno molto meno, anche una volta al mese, se la pianta sta in un ambiente fresco.

Il freddo è un altro nemico. L'albero di giada sopporta temperature fresche, e anzi un inverno più fresco favorisce la fioritura, ma soffre il gelo. Se è rimasto sul balcone durante una notte molto fredda, le foglie possono diventare scure, quasi trasparenti, e cadere nei giorni successivi. Allo stesso modo, gli spifferi gelidi vicino a una finestra spesso aperta possono provocare una perdita improvvisa di foglie. Con l'arrivo dell'autunno conviene riportarla al riparo prima che le temperature notturne si avvicinino ai cinque gradi.

Anche la scarsità di luce si fa sentire. Una Crassula tenuta in un angolo buio allunga i rami in cerca di luce, mette foglie piccole e distanziate e può perdere quelle più vecchie. Ha bisogno di molta luminosità, idealmente vicino a una finestra esposta a sud o a ovest. Attenzione, però, ai cambi bruschi: una pianta abituata alla penombra, spostata di colpo sotto il sole estivo diretto, può reagire con macchie e cadute. Meglio abituarla gradualmente, nell'arco di una o due settimane.

Stress, parassiti e cadute naturali

Le piante, in generale, non amano i traslochi. Un rinvaso, un cambio di stanza o l'acquisto stesso, con il passaggio dalla serra del vivaio a una casa più buia e secca, possono provocare la caduta di qualche foglia nelle settimane successive. Se la pianta resta soda e continua a produrre nuove foglie sulle punte, non c'è motivo di preoccuparsi: si sta solo adattando.

Vale la pena, poi, controllare la presenza di parassiti. La cocciniglia farinosa si riconosce da piccoli batuffoli bianchi e cotonosi all'attacco delle foglie e lungo i fusti; succhia la linfa e indebolisce la pianta. Si elimina con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol, ripetendo l'operazione per qualche giorno, oppure, nelle infestazioni più estese, con un prodotto specifico per succulente.

Infine, non ogni foglia che cade è un problema. È del tutto normale che la pianta lasci andare, di tanto in tanto, le foglie più vecchie alla base dei rami, mentre ne produce di nuove sulle cime. È un ricambio fisiologico, che diventa preoccupante solo se riguarda molte foglie in poco tempo o se coinvolge anche quelle giovani.

C'è anche un lato positivo: le foglie cadute, se sono sane e sode, possono diventare nuove piante. Lasciatele asciugare all'aria per qualche giorno, finché la ferita si cicatrizza, poi appoggiatele su un terriccio per succulente appena umido, in un luogo luminoso ma non al sole diretto. Dopo alcune settimane, dalla base spunteranno piccole radici e una minuscola rosetta. Più rapide ancora sono le talee di ramo, che attecchiscono con facilità. Così, anche da una pianta in difficoltà, si può ripartire.

Durante la ripresa, una pianta che ha perso molte foglie va trattata con delicatezza: niente concimi finché non ricomincia a crescere, e niente rinvasi ripetuti. Quando spuntano le nuove foglie sulle cime, è il segno che il peggio è passato.

In sintesi, per un albero di giada in salute bastano poche regole: tanta luce, un terriccio drenante, annaffiature solo a terreno asciutto e un riparo dal gelo. Con queste attenzioni, la Crassula è una pianta capace di accompagnarvi per decenni.