Con l'arrivo dell'autunno molte piante che hanno passato l'estate all'aperto devono tornare al riparo: agrumi in vaso, ficus, potos, sansevierie, orchidee, piante grasse e tutte le specie tropicali che non sopportano il freddo. Il rientro, però, nasconde un rischio: insieme alle piante entrano in casa anche gli insetti che si sono stabiliti sul fogliame e nel terriccio durante la bella stagione. Nell'ambiente caldo e secco delle case, senza i predatori naturali, cocciniglie, ragnetti e afidi trovano condizioni ideali per moltiplicarsi. Cinque passaggi prima di varcare la soglia riducono di molto il problema.

1. Ispezionare ogni pianta da vicino

Il primo controllo va fatto all'aperto, con calma e con una buona luce. Va osservata soprattutto la pagina inferiore delle foglie, dove si nascondono molti parassiti, poi le ascelle tra foglie e fusto, le punte dei germogli e il fusto stesso. Una lente d'ingrandimento aiuta.

I segnali da cercare sono pochi e riconoscibili. Piccoli batuffoli bianchi e cotonosi o scudetti bruni attaccati al fusto indicano la cocciniglia; sottilissime ragnatele e foglie punteggiate di giallo il ragnetto rosso; colonie di piccoli insetti verdi o neri sui germogli gli afidi; minuscole farfalline bianche che si alzano scuotendo la pianta gli aleurodidi. Anche una sostanza appiccicosa sulle foglie, la melata, è un indizio della presenza di insetti.

2. Pulire foglie e vaso

Una volta ispezionate, le piante vanno pulite. Le foglie si lavano con una doccia di acqua tiepida, indirizzando il getto anche sulla pagina inferiore: l'acqua elimina polvere, melata e buona parte di afidi e ragnetti. Sulle foglie larghe si può passare un panno morbido. Le foglie secche, gialle o danneggiate si tolgono con forbici pulite.

Anche il vaso merita attenzione: va spazzolato all'esterno e sul fondo, controllando i fori di drenaggio e il sottovaso, dove spesso si nascondono lumache, chiocciole, porcellini di terra e uova. Una pianta che entra pulita parte avvantaggiata. Se il vaso è molto sporco o coperto di muschio e incrostazioni, conviene lavarlo con acqua e una spazzola, senza detersivi aggressivi che potrebbero finire nel terriccio.

3. Controllare il terriccio

Il terriccio può ospitare parassiti che non si vedono a colpo d'occhio: larve di oziorrinco, formiche, moscerini del terriccio. Un metodo semplice per stanare gli ospiti indesiderati è immergere il vaso in un secchio d'acqua per una quindicina di minuti, fino al bordo del terriccio: molti insetti risalgono in superficie e si possono eliminare. Dopo il bagno il vaso va lasciato sgocciolare bene.

Si può anche togliere qualche centimetro di terriccio superficiale e sostituirlo con terriccio fresco. È utile soprattutto contro i moscerini del terriccio, le cui larve vivono negli strati alti e umidi.

4. Intervenire subito sulle infestazioni

Se l'ispezione ha trovato parassiti, è il momento di intervenire, prima che la pianta entri in casa. Per piccole infestazioni di cocciniglia farinosa basta un batuffolo di cotone imbevuto di alcol, passato su ogni colonia e ripetuto per qualche giorno. Contro afidi e ragnetti sono efficaci i prodotti a base di sapone molle potassico, mentre contro le cocciniglie con lo scudetto si usano gli oli bianchi. Vanno sempre scelti prodotti ammessi per l'uso domestico e seguite con attenzione le dosi e le indicazioni dell'etichetta.

I trattamenti vanno fatti all'aperto, all'ombra e mai nelle ore più calde, e quasi sempre ripetuti a distanza di una o due settimane, perché raramente un solo intervento elimina anche le uova. Le piante con un'infestazione grave e diffusa, che non risponde ai trattamenti, è meglio non portarle in casa: rischiano di contagiare tutte le altre. In questi casi si può valutare di potarle drasticamente o, se sono piccole, di ricavarne talee sane da cui ripartire.

5. Tenere le piante in quarantena

Anche dopo tutti questi controlli, conviene non mettere subito le piante rientrate accanto a quelle che sono rimaste in casa tutto l'anno. Per due o tre settimane è meglio tenerle in una stanza o in un angolo separato, controllandole ogni pochi giorni. È il tempo che serve perché eventuali uova sfuggite si schiudano e un'infestazione nascosta diventi visibile.

Va scelto anche il momento giusto per il rientro. Le piante tropicali soffrono già quando le notti scendono stabilmente sotto i dieci-dodici gradi, quindi non conviene aspettare i primi freddi intensi. In casa vanno sistemate in un luogo luminoso, lontano da termosifoni e correnti d'aria, perché l'aria calda e secca indebolisce le piante e favorisce proprio il ragnetto rosso.

Durante l'inverno basta mantenere l'abitudine di un controllo rapido ogni settimana, osservando la pagina inferiore delle foglie mentre si annaffia. Un parassita scoperto presto si elimina con un batuffolo o una doccia; uno scoperto tardi può costare la pianta.