Novembre è il mese in cui il giardino rallenta, ma non è il momento di dimenticarlo. Le prime gelate notturne possono arrivare all'improvviso, soprattutto al Nord e nelle zone interne, e trovano spesso le piante impreparate: vasi lasciati all'aperto, radici scoperte, sottovasi pieni d'acqua. Bastano pochi gesti, fatti con un po' di anticipo, per proteggere ciò che si è coltivato durante l'anno e ritrovarlo in salute quando tornerà la bella stagione.
1. Mettere al riparo le piante più delicate
Il primo gesto riguarda le specie che non sopportano il freddo: agrumi in vaso, gerani, ibischi da appartamento, molte piante grasse e tropicali. La regola pratica è osservare le previsioni e intervenire quando le minime notturne cominciano ad avvicinarsi ai cinque gradi, senza aspettare la prima gelata. Il posto ideale è un ambiente luminoso e fresco, come una veranda, una serra fredda o un vano scale con finestre, dove la temperatura resti sopra lo zero ma non salga troppo. Il caldo secco dei termosifoni, infatti, è dannoso quasi quanto il gelo: le piante si indeboliscono, perdono foglie e diventano più vulnerabili ai parassiti come la cocciniglia.
Le piante troppo grandi per essere spostate si possono avvicinare a un muro esposto a sud, che di notte restituisce un po' del calore accumulato durante il giorno, e coprire nelle notti più fredde. Le piante appena rinvasate o ancora giovani meritano una cura in più, perché hanno radici meno sviluppate e reagiscono peggio agli sbalzi.
2. Stendere una pacciamatura alla base
Il secondo gesto è proteggere le radici. Uno strato di pacciamatura distribuito alla base di arbusti, perenni, rose e piccoli alberi limita gli sbalzi di temperatura del terreno e lo protegge dal gelo in profondità. Si possono usare foglie secche sane, paglia, corteccia sminuzzata o compost maturo, in uno strato di qualche centimetro. Conviene lasciare libero un piccolo spazio attorno al colletto, la zona dove il fusto incontra il terreno, per evitare ristagni di umidità e marciumi. Le foglie raccolte in giardino trovano così un utilizzo prezioso, a patto che non provengano da piante malate. In primavera, quando il terreno si sarà riscaldato, la pacciamatura si potrà alleggerire o incorporare nel terreno, dove continuerà a nutrire il suolo.
3. Sistemare i vasi rimasti all'aperto
Le piante in vaso soffrono il freddo più di quelle in piena terra, perché le radici sono separate dall'aria gelida solo da pochi centimetri di terriccio e dalla parete del contenitore. Per questo è utile raggrupparle in un angolo riparato, sollevare i vasi da terra con appositi piedini o con qualche mattone, e avvolgerli con materiali isolanti come juta, cartone o pluriball. Un'attenzione particolare va ai sottovasi: l'acqua che ristagna può gelare e danneggiare le radici, quindi vanno svuotati o tolti. Anche i vasi di terracotta non adatti al gelo rischiano di creparsi, e conviene ripararli. Per i balconi più esposti al vento, un tramezzo di canniccio o una semplice cassetta sistemata sul lato del vento riduce l'effetto del freddo sulle foglie.
4. Ridurre le annaffiature e sospendere i concimi
Con il calo delle temperature e delle ore di luce, la maggior parte delle piante entra in riposo e ha bisogno di molta meno acqua. Un terriccio troppo bagnato è una delle cause più comuni di marciume radicale in inverno, oltre a gelare più facilmente. Prima di annaffiare conviene controllare con un dito che il terreno sia asciutto in profondità, e farlo nelle ore centrali della giornata, mai la sera. Allo stesso modo vanno sospese le concimazioni ricche di azoto: stimolerebbero la crescita di germogli teneri, che il primo freddo brucerebbe facilmente.
5. Preparare le coperture e pulire il giardino
L'ultimo gesto è tenere a portata di mano un telo di tessuto non tessuto, il materiale bianco e leggero che si trova nei garden center. Nelle notti di gelo annunciato si stende sulle piante più sensibili rimaste all'aperto, fissandolo ai bordi, e si toglie nelle giornate miti, perché lascia passare aria e luce ma non va lasciato sempre. Meglio evitare la plastica a contatto con le foglie, che trattiene l'umidità e non isola. È anche il momento di una pulizia accurata: eliminare foglie e rami malati, raccogliere i frutti caduti e i residui che potrebbero ospitare funghi e parassiti durante l'inverno. Le potature importanti, invece, è bene rimandarle alla fine dell'inverno, perché i tagli freschi espongono la pianta al gelo.
Novembre, infine, è anche il mese giusto per mettere a dimora alberi e arbusti a foglia caduca e gli ultimi bulbi a fioritura primaverile, come tulipani e narcisi, finché il terreno è lavorabile e non gelato. Nessuno di questi gesti richiede molto tempo, ma insieme fanno la differenza. Un giardino preparato per l'inverno attraversa i mesi freddi con meno danni, e a marzo ripartirà più in fretta, con piante robuste pronte a rifiorire.




