Il geranio è una delle piante più generose da balcone: fiorisce per mesi, si adatta a vasi e cassette, perdona molte dimenticanze. Ma c'è un sintomo che merita sempre attenzione: il fusto che diventa nero alla base, all'altezza del terriccio. Spesso la pianta appare ancora vigorosa nella parte alta, con foglie e fiori al loro posto, mentre in basso lo stelo si scurisce in modo lucido e uniforme. È un segnale che non bisogna sottovalutare, perché indica quasi sempre un marciume che, lasciato procedere, porta la pianta al collasso in poco tempo.
Il marciume del colletto
Il colletto è il punto in cui il fusto incontra le radici, appena sopra o appena sotto la superficie del terriccio. Nei gerani, intesi come le comuni piante del genere Pelargonium coltivate in vaso, il fusto che annerisce in questo punto è il sintomo tipico di un marciume causato da organismi che vivono nel substrato, in particolare del genere Pythium. Questi patogeni prosperano nei terricci freddi e bagnati, dove l'acqua ristagna e l'aria non circola tra le particelle di terra.
Il nome comune con cui il problema è noto tra i vivaisti, gamba nera, descrive bene ciò che si vede: la base dello stelo diventa nera, lucida, a volte leggermente molle, e il colore scuro risale verso l'alto. Le foglie, private del rifornimento d'acqua, ingialliscono, si afflosciano e appassiscono, anche se il terriccio è umido. Le talee appena radicate sono particolarmente vulnerabili, ma il problema colpisce anche piante adulte, specie quando il terriccio resta bagnato a lungo.
Perché succede soprattutto in certi periodi
Il geranio vuole un terriccio che si asciughi tra un'annaffiatura e l'altra. Il marciume del colletto compare quindi soprattutto quando questa regola non viene rispettata: annaffiature troppo frequenti, sottovasi sempre pieni, vasi senza fori di drenaggio, terricci pesanti che trattengono l'acqua. Il rischio aumenta in autunno, quando le temperature si abbassano e la pianta rallenta la crescita: il terriccio impiega più tempo ad asciugarsi, e chi continua ad annaffiare con il ritmo estivo crea le condizioni ideali per il marciume.
Il periodo critico coincide anche con il momento in cui molti gerani vengono preparati per l'inverno, spostati in luoghi riparati e meno luminosi. Una pianta ricoverata in un ambiente fresco, con il terriccio ancora bagnato, è particolarmente esposta.
Altre cause di annerimento
Il fusto nero alla base può avere anche altre origini. La muffa grigia, un fungo che colpisce i tessuti indeboliti o feriti, provoca marciumi scuri ricoperti da una muffa grigiastra e polverosa, soprattutto nei periodi umidi e freschi. Le infezioni batteriche dei gerani possono provocare l'appassimento della pianta e l'annerimento degli steli, spesso accompagnati da macchie sulle foglie e da un collasso progressivo. In tutti questi casi il fattore comune è l'umidità eccessiva.
Quando il fusto scuro è normale
Non ogni fusto scuro, però, è malato. I gerani coltivati per più anni sviluppano alla base un fusto legnoso, di colore bruno o grigiastro, con una corteccia secca e dura. È il normale invecchiamento della pianta, che lignifica nella parte più vecchia. La differenza con il marciume è netta: il fusto lignificato è duro, asciutto, opaco, e la pianta sopra di esso è sana. Il fusto marcio è invece nero, lucido, spesso molle al tatto, e si accompagna a un appassimento della vegetazione.
Per verificare basta premere delicatamente con un'unghia sulla zona scura. Se il tessuto è sodo, non c'è da preoccuparsi. Se cede, si sfalda o emana un odore sgradevole, il marciume è in atto.
Che cosa fare
Il marciume del colletto, una volta avviato, è difficile da fermare. Quando la base del fusto è nera e molle, la pianta in genere non si salva. Si può però tentare di recuperarne una parte. Se la porzione alta degli steli è ancora sana, verde e soda, si possono prelevare delle talee tagliando ben al di sopra della zona scura, con un coltello pulito. Le talee vanno messe a radicare in un terriccio leggero e appena umido, e controllate con attenzione nelle settimane successive. Prima di prelevarle conviene tagliare uno stelo e osservare la sezione: se all'interno ci sono striature scure, la malattia è salita anche lì e la talea non darà buoni risultati.
La pianta malata va eliminata insieme al terriccio, che non deve essere riutilizzato. Il vaso, se lo si vuole recuperare, va lavato con cura e disinfettato prima di essere riempito di nuovo. Le piante vicine vanno controllate, soprattutto se condividono la stessa cassetta o lo stesso sottovaso.
L'autunno, il momento delle talee
Proprio perché il marciume è più frequente con il fresco, l'autunno è un buon momento per mettere al sicuro le varietà a cui si tiene di più. Prelevare qualche talea da piante sane, ben prima che le notti diventino fredde, permette di avere piante di riserva nel caso in cui quella madre si ammali durante l'inverno. Le talee radicano meglio in un terriccio leggero, mescolato con sabbia o perlite, tenuto appena umido in un luogo luminoso e riparato. Prima di interrarle è utile lasciare asciugare la superficie di taglio per qualche ora: un taglio asciutto è meno esposto ai marciumi.
Come prevenire
La prevenzione si basa sull'acqua. Il geranio va annaffiato solo quando il terriccio è asciutto nei primi centimetri, svuotando il sottovaso dopo ogni annaffiatura. Il substrato deve essere drenante, eventualmente alleggerito con materiali come perlite o sabbia grossolana, e il vaso deve avere fori di scolo liberi. Uno strato di argilla espansa sul fondo non sostituisce un buon drenaggio, ma i fori devono essere sempre aperti.
Anche la profondità d'impianto conta: il colletto non va interrato più del necessario, e il terriccio non deve accumularsi contro la base del fusto. In autunno e in inverno le annaffiature vanno ridotte al minimo, soprattutto per le piante ricoverate al fresco. Un geranio che soffre un po' la sete si riprende in fretta; uno con il colletto marcio, quasi mai.




