Nei mesi in cui i mandarini si gonfiano e cominciano a cambiare colore, capita di trovare sull'albero frutti spaccati. La buccia si apre con una fessura, di solito a partire dalla parte opposta al picciolo, e lascia intravedere gli spicchi. A volte la fenditura è piccola, altre volte attraversa tutto il frutto. Il fenomeno, che i tecnici chiamano spaccatura dei frutti, non è una malattia ma un disturbo fisiologico. Per capirlo bisogna guardare dentro il frutto e seguire il percorso dell'acqua.

Come è fatto un mandarino

Un agrume è composto da due parti molto diverse. All'esterno c'è la buccia, formata dallo strato colorato e ricco di oli essenziali, il flavedo, e dallo strato bianco e spugnoso sottostante, l'albedo. All'interno c'è la polpa, divisa in spicchi, ognuno dei quali è pieno di minuscole vescicole che contengono il succo. Durante l'accrescimento le vescicole si riempiono di acqua e zuccheri, mentre la buccia si allarga per contenerle.

Finché la crescita della polpa e quella della buccia procedono di pari passo, il frutto si ingrossa senza problemi. La spaccatura avviene quando la polpa aumenta di volume più rapidamente di quanto la buccia riesca a seguirla. La pressione interna supera la resistenza della buccia, che si fessura nel punto più debole, in genere la zona apicale, dove lo strato esterno è più sottile.

Il ruolo dell'acqua

La causa più frequente di questo squilibrio è un apporto d'acqua irregolare. Dopo un periodo di siccità, la buccia del frutto smette di crescere e perde elasticità. Se a quel punto arriva un'abbondante pioggia, o un'irrigazione generosa dopo settimane di terreno secco, la pianta assorbe una grande quantità d'acqua e la trasferisce rapidamente ai frutti. La polpa si gonfia in pochi giorni, mentre la buccia, ormai meno elastica, non riesce ad adattarsi.

Per questo le spaccature compaiono spesso dopo i temporali di fine estate e dell'inizio dell'autunno, quando a un'estate asciutta seguono piogge improvvise. Anche le forti escursioni tra il giorno e la notte e le alternanze di caldo e umido contribuiscono al problema, perché influenzano il ritmo con cui il frutto accumula acqua.

Varietà, buccia e carico

Non tutti gli agrumi sono ugualmente sensibili. I mandarini, i loro ibridi e molte clementine hanno una buccia più sottile rispetto ad arance e limoni, e per questo sono tra i più soggetti alla spaccatura. All'interno della stessa specie, alcune varietà sono notoriamente più vulnerabili di altre.

Anche la nutrizione influisce sulla qualità della buccia. Un eccesso di azoto favorisce frutti grandi con bucce relativamente sottili, mentre una disponibilità adeguata di potassio e calcio contribuisce a una buccia più robusta. Un carico eccessivo di frutti, infine, può aggravare il problema, perché la pianta distribuisce le proprie risorse su un numero troppo grande di frutti.

Che cosa succede dopo la spaccatura

Un frutto spaccato non guarisce. La ferita espone la polpa all'aria e agli organismi presenti nell'ambiente. In poco tempo la zona aperta può essere colonizzata da muffe, che la ricoprono di una patina verde, azzurra o grigia, e attirare insetti come la mosca mediterranea della frutta, i moscerini e le vespe, attratti dagli zuccheri. Il frutto marcisce e in genere cade.

I mandarini con una spaccatura recente, pulita e asciutta, possono essere ancora consumati se la polpa è sana, preferibilmente subito. Quelli con segni di muffa, fermentazione o insetti vanno eliminati. È importante raccoglierli dall'albero e da terra, perché i frutti marci diventano focolai di infezione per quelli sani e un richiamo per i parassiti.

Come limitare il problema

La strategia più efficace riguarda la regolarità dell'acqua. Un albero di mandarino, soprattutto se giovane o coltivato in vaso, va irrigato in modo costante durante l'estate e l'inizio dell'autunno, evitando di lasciare il terreno asciutto per settimane per poi bagnarlo abbondantemente all'improvviso. Meglio annaffiature regolari, calibrate sul terreno e sul clima, che interventi abbondanti e sporadici.

La pacciamatura alla base della pianta, con materiali organici come paglia, corteccia o foglie, aiuta a mantenere più stabile l'umidità del suolo e riduce gli sbalzi. Nei terreni molto sciolti, che si asciugano in fretta, può essere utile aumentare la frequenza delle irrigazioni riducendo la quantità di ogni intervento.

Una concimazione equilibrata, senza eccessi di azoto e con un apporto adeguato degli altri elementi, contribuisce a frutti con una buccia più resistente. Nelle annate di carica particolarmente abbondante, un diradamento dei frutticini all'inizio dell'estate può aiutare la pianta a portare a maturazione frutti più sani.

Le piogge, naturalmente, non si possono controllare. Ma un albero che arriva alla fine dell'estate senza aver sofferto la sete reagisce meglio ai temporali improvvisi, perché la buccia dei suoi frutti ha continuato a crescere insieme alla polpa.

Il mandarino in vaso

Il problema è particolarmente frequente nei mandarini coltivati in vaso, perché il volume limitato di terriccio si asciuga in fretta e la pianta passa con facilità da una condizione di sete a una di abbondanza. In vaso conviene controllare l'umidità del substrato con regolarità, soprattutto nelle settimane calde, e annaffiare prima che il terriccio sia completamente secco. Un sottovaso usato con criterio, svuotato dopo l'annaffiatura, e un vaso di dimensioni adeguate alla pianta aiutano a mantenere una disponibilità d'acqua più costante.

Anche la raccolta ha un ruolo. Lasciare a lungo sull'albero i mandarini ormai maturi, in attesa di consumarli, li espone più a lungo alle piogge autunnali. Raccoglierli quando hanno raggiunto il colore e il sapore giusti riduce il numero di frutti che si spaccano o che cadono a terra danneggiati.

Un problema da osservare nel tempo

Qualche mandarino spaccato su una pianta carica è un evento normale, soprattutto dopo un temporale. Se invece il fenomeno si ripete ogni anno su una parte consistente dei frutti, conviene rivedere la gestione dell'irrigazione e della concimazione e annotare in quali periodi compaiono le spaccature. Il collegamento con le piogge o con i periodi di siccità diventa di solito evidente nel giro di una stagione.