Trovare olive ancora verdi sotto la chioma, sparse sul terreno settimane o mesi prima della raccolta, è un'esperienza che quasi ogni proprietario di olivi conosce. A volte si tratta di poche drupe, altre volte di una quantità che compromette buona parte del raccolto. Questo fenomeno prende il nome di cascola, e non ha una causa unica. In alcuni casi è un meccanismo naturale con cui la pianta regola il proprio carico; in altri è il segnale di uno stress idrico, di un parassita o di una malattia. Capire quale sia la ragione è il primo passo per limitare i danni nelle stagioni successive.

La cascola fisiologica

L'olivo produce ogni primavera un numero di fiori enormemente superiore a quello delle olive che potrà portare a maturazione. Dopo la fioritura e l'allegagione, cioè il momento in cui i fiori fecondati si trasformano in piccoli frutti, la pianta lascia cadere una parte delle olive appena formate. È una selezione naturale: l'albero trattiene i frutti che riesce a nutrire e abbandona gli altri.

Questa cascola avviene di solito tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate, quando le olive sono ancora piccole come un chicco di riso o poco più. È normale, non va contrastata e non indica un problema. Diventa preoccupante solo se è eccessiva, oppure se la caduta riguarda olive già sviluppate, nei mesi successivi.

Siccità e caldo

L'olivo è una pianta resistente alla siccità, ma resistere non significa produrre senza acqua. Durante l'estate, nelle fasi in cui il frutto cresce e il nocciolo si indurisce, una carenza idrica prolungata spinge la pianta a ridurre il carico, lasciando cadere una parte delle olive. Le drupe rimaste sui rami possono apparire raggrinzite, piccole, con la buccia avvizzita. Ondate di calore molto intense aggravano la situazione.

Negli oliveti non irrigati, la gestione del suolo è fondamentale: lavorazioni superficiali o inerbimenti controllati, a seconda dei casi, aiutano a conservare l'umidità. Dove è possibile intervenire, anche poche irrigazioni di soccorso nei periodi più critici fanno una differenza sensibile sulla quantità di frutti che arrivano alla raccolta.

La mosca dell'olivo

La causa parassitaria più importante della caduta precoce delle olive è la mosca dell'olivo. L'insetto adulto depone le uova all'interno della drupa, e la larva si sviluppa scavando gallerie nella polpa. Le olive colpite si riconoscono per la piccola puntura di ovideposizione, visibile come un minuscolo segno sulla buccia, e più avanti per il foro di uscita, rotondo, da cui l'insetto abbandona il frutto. La polpa all'interno appare scavata e spesso imbrunita.

Le olive infestate tendono a cadere prima del tempo, e quelle che restano sull'albero danno un olio di qualità inferiore, con difetti e acidità più elevata. La mosca è più attiva quando le temperature estive si attenuano e l'umidità aumenta, quindi soprattutto tra la fine dell'estate e l'autunno. Per seguire la sua presenza si usano trappole cromotropiche o a feromoni, che permettono di capire quando la popolazione cresce e quando intervenire. Le strategie di difesa vanno dalle esche e dalle trappole di cattura massale ai trattamenti specifici, da scegliere tenendo conto dei disciplinari e delle indicazioni dei servizi tecnici regionali.

La tignola dell'olivo

Un altro insetto legato alla cascola è la tignola dell'olivo, una piccola farfalla che compie più generazioni l'anno, ciascuna su un organo diverso della pianta: foglie, fiori e frutti. La generazione che attacca i frutti depone le uova sulle olive appena formate; la larva penetra all'interno, si nutre del seme e provoca una prima caduta in estate. In autunno le larve mature escono dal frutto, scavando un foro in prossimità del peduncolo, e anche questa fase è accompagnata dalla caduta di molte olive.

Malattie fungine dei frutti

In autunno, soprattutto dopo periodi di piogge e di umidità elevata, le olive possono essere colpite dalla lebbra, una malattia fungina che provoca macchie scure, infossate, che si allargano fino a far marcire il frutto. Le drupe colpite raggrinziscono, si mummificano e cadono, o restano attaccate ai rami come fonte di nuove infezioni. Le olive malate vanno raccolte ed eliminate, e la potatura che arieggia la chioma riduce l'umidità che favorisce il fungo.

Carico, nutrizione e vento

Altre cause sono meno evidenti. L'olivo tende all'alternanza di produzione, con anni di carica abbondante seguiti da anni di scarica; nelle annate molto cariche la pianta può lasciar cadere una quota di frutti più ampia del solito. Squilibri nutrizionali, in particolare carenze di boro, sono associati a una cattiva allegagione e a una maggiore caduta dei frutticini. Infine il vento forte, soprattutto in autunno, quando le olive sono ormai grosse e pesanti, provoca cadute meccaniche che non hanno nulla di patologico.

Che cosa fare delle olive cadute

Le olive cadute a terra non vanno lasciate sotto la chioma. Quelle colpite dalla mosca o dalla tignola possono ancora ospitare larve o pupe, che completano lo sviluppo nel terreno e danno origine agli adulti delle generazioni successive. Raccoglierle ed eliminarle con regolarità, soprattutto tra la fine dell'estate e l'autunno, riduce la popolazione dei parassiti nell'oliveto. Lo stesso vale per le olive mummificate dalla lebbra, che restano una riserva di infezione per l'annata seguente. È un lavoro semplice, che negli oliveti familiari dà risultati concreti.

Come capire la causa

Le olive cadute sono la prima fonte di informazioni. Basta raccoglierne qualcuna e tagliarla. Se mostra gallerie nella polpa e un foro rotondo, la responsabile è la mosca. Se il seme è stato mangiato e c'è un foro vicino al peduncolo, è la tignola. Se presenta macchie scure e infossate, è la lebbra. Se invece le olive sono intatte ma piccole e raggrinzite, il problema è con ogni probabilità l'acqua.

Conta anche il momento della caduta: le olive minuscole a inizio estate rientrano quasi sempre nella cascola fisiologica, mentre quelle già formate che cadono a fine estate o in autunno meritano un controllo attento. Annotare ogni anno quando e quanto cadono le olive aiuta a riconoscere il problema e a intervenire per tempo nella stagione successiva.