Ha l'aspetto di un ciuffo di paglia grigiastra, si appoggia su un ramo, su una conchiglia o su un ripiano, e non ha bisogno di un vaso né di un grammo di terra. Eppure è una pianta viva, che cresce e può perfino fiorire. È la tillandsia, chiamata anche «pianta dell'aria», e il suo segreto sta in minuscole scaglie che ricoprono le foglie e che le permettono di bere e nutrirsi senza radici nel terreno.

Il genere Tillandsia appartiene alla famiglia delle bromeliacee, la stessa dell'ananas, e nelle sue zone d'origine, nelle Americhe, vive aggrappato ad alberi, rocce e perfino fili della luce.

Come fa la tillandsia a bere dalle foglie

Le foglie della tillandsia sono coperte di tricomi, piccole strutture a forma di chiodo, attaccate alla foglia da un sottile peduncolo. Nascono come tessuto vivo e poi muoiono, restando vuote. Quando l'acqua le bagna, la assorbono, si gonfiano e si appiattiscono sulla superficie della foglia, formando un sottile velo d'acqua che ne accelera l'assorbimento.

Attraverso i tricomi l'acqua, con le sostanze nutritive disciolte, passa dentro la foglia. È così che queste piante vivono di pioggia, nebbia e umidità dell'aria. Il colore argentato di molte tillandsie è dato proprio da questa fitta copertura di scaglie.

Le radici servono solo ad aggrapparsi

Molte tillandsie hanno radici, ma non le usano per nutrirsi. Servono soltanto ad ancorare la pianta al ramo o alla roccia su cui cresce, assorbono poco e vivono poco. Per questo mettere una tillandsia in un vaso con il terriccio è uno degli errori più comuni: la base resta umida, l'aria non circola e la pianta marcisce.

Le specie più ricoperte di tricomi, dall'aspetto quasi lanoso, vengono in genere da ambienti secchi e sopportano meglio l'aria asciutta. Quelle più verdi e lisce vengono da zone umide e hanno bisogno di bagnature più frequenti. Guardare le foglie, dunque, dice già molto su come trattarla.

Lo stesso principio spiega perché la tillandsia non va concimata come una pianta in vaso. I nutrienti le arrivano sciolti nell'acqua, attraverso le foglie, e un concime troppo concentrato rischia di bruciarle. Chi vuole nutrirla usa dosi molto diluite, sciolte nell'acqua del bagno, e solo nella stagione in cui la pianta cresce, non in pieno inverno, quando il ritmo rallenta.

La tillandsia in casa d'inverno

Novembre è un mese delicato per le tillandsie tenute in casa. I termosifoni accesi seccano l'aria, e la pianta, che vive di umidità, ne risente. Il segnale tipico è quello delle foglie che si arricciano più del solito o delle punte che seccano.

Il modo più semplice per bagnarla è immergerla in una ciotola d'acqua non calcarea, piovana o demineralizzata, e poi lasciarla scolare capovolta, in modo che l'acqua non ristagni alla base delle foglie, dove potrebbe farla marcire. Deve asciugarsi bene, in un punto luminoso e arieggiato, prima di tornare al suo posto. Va tenuta lontano dal getto diretto del calore e vicino a una finestra: senza luce, anche bagnata, non cresce.

Perché alcune tillandsie sono protette

Non tutte le tillandsie si possono raccogliere e vendere liberamente. Alcune specie, fra cui la grande Tillandsia xerographica, sono incluse nell'Appendice II della CITES, la convenzione internazionale che regola il commercio delle specie minacciate dalla raccolta in natura. Per chi compra, è un motivo in più per scegliere piante coltivate in vivaio e non prelevate dagli ambienti naturali.

Quel ciuffo di paglia sullo scaffale, dunque, non ha bisogno di terra ma di acqua sulle foglie, luce e aria. E d'inverno, in casa, sono proprio queste tre cose a scarseggiare.