A novembre 2026 la luna nuova cade il 9-10 del mese, e molti calendari tradizionali consigliano di piantare l'aglio in luna calante, cioè nei giorni prima della luna nuova. Chi non ha fatto in tempo si chiede se convenga aspettare la prossima calante, a fine mese. La risposta, per l'aglio, è un'altra: conta molto più piantarlo presto che seguire la luna. La Royal Horticultural Society, la società orticola britannica, spiega che la maggior parte delle varietà ha bisogno di uno o due mesi di temperature fra 0 e 10 gradi per sviluppare bene la testa.

Ogni settimana di attesa, insomma, è una settimana di freddo in meno.

Che cosa dice la tradizione della luna

Piantare l'aglio in luna calante è una delle regole più diffuse dei calendari contadini, e molte persone la seguono da generazioni. Ma è una tradizione, non un fatto dimostrato: non esistono prove scientifiche solide che la fase lunare cambi la crescita dell'aglio o di altre piante dell'orto. Howard Griffiths, del dipartimento di scienze vegetali dell'Università di Cambridge, ha ricordato che la luce della luna è troppo debole per influenzare la fotosintesi della maggior parte delle piante terrestri.

Chi ama seguire la luna può farlo, purché non diventi un motivo per rimandare troppo. Per l'aglio, il calendario che conta davvero è quello del freddo.

Perché all'aglio serve il freddo

L'aglio, Allium sativum, si pianta dallo spicchio, ma per formare una nuova testa divisa in spicchi ha bisogno di un periodo di freddo. È la vernalizzazione, l'induzione di un cambiamento nello sviluppo della pianta dopo una lunga esposizione alle basse temperature. Secondo la società britannica, le teste che non si dividono in spicchi sono di solito il risultato di un inverno con troppo poco freddo.

Per questo conviene piantarlo fra la metà dell'autunno e l'inizio dell'inverno: così la pianta ha a disposizione tutte le settimane fredde di cui ha bisogno. Rimandare a fine mese per aspettare la luna calante può non fare differenza al Nord, ma al Sud, dove i giorni freddi sono pochi, ogni settimana conta.

Come piantarlo adesso

Gli spicchi si separano dalla testa solo poco prima di piantarli, senza togliere la pellicina che li riveste, e si scelgono i più grandi e sani. L'aglio vuole sole pieno e un terreno che drena bene, perché il ristagno d'acqua d'inverno favorisce i marciumi.

Le misure della società britannica sono precise: lo spicchio si pianta con la punta verso l'alto, 2,5 centimetri sotto la superficie, a 15 centimetri di distanza fra uno spicchio e l'altro e in file distanti 30 centimetri. Nei terreni molto pesanti e umidi, la stessa società suggerisce di far partire gli spicchi in piccoli vasetti e trapiantarli in primavera.

Cosa cambia fra Nord e Sud

Nel Nord Italia l'inverno garantisce quasi sempre il freddo necessario, e piantare l'aglio entro novembre, prima o dopo la luna nuova, non cambia molto. Al Sud e lungo le coste, dove gli inverni sono miti, il discorso è diverso: lì conviene piantare il prima possibile, senza aspettare la fase lunare successiva, per sfruttare tutte le settimane fredde disponibili ed evitare le teste senza spicchi.

Gli errori che contano più della luna

Se l'obiettivo è un buon raccolto, ci sono errori che pesano molto più della fase lunare. Il primo è usare l'aglio comprato per la cucina, che può venire da climi molto diversi e portare con sé malattie: meglio scegliere aglio destinato alla semina. Il secondo è piantarlo dove negli anni precedenti aglio, cipolla o porro hanno avuto problemi: la società britannica ricorda che il marciume bianco, una malattia fungina che fa ingiallire le foglie e marcire il bulbo, può restare a lungo nel terreno. Il terzo è sbagliare il momento del raccolto: secondo la stessa società, le teste vanno raccolte quando le foglie cominciano a ingiallire, perché quelle tirate fuori troppo tardi tendono ad aprirsi e si conservano male.

La luna nuova del 9 novembre, quindi, può fare da promemoria, ma non da regola. Per l'aglio la domanda giusta non è quale sia la fase della luna, ma quante settimane di freddo restano prima della primavera.

Una nota sulla tossicità: l'aglio, come la cipolla e il porro, è tossico per cani e gatti, anche cotto o in polvere, perché danneggia i globuli rossi. Gli spicchi da piantare e gli scarti della pulizia vanno tenuti lontano dagli animali di casa, e l'aiuola va protetta se il cane ha l'abitudine di scavare. In caso di ingestione si chiama subito il veterinario, senza aspettare i sintomi, che possono comparire anche a distanza di giorni.