A novembre i gerani sul balcone sono ancora verdi, con qualche fiore e molti fusti lunghi. La domanda è sempre la stessa: vanno accorciati adesso o lasciati così fino a primavera? La risposta dipende da dove passeranno l'inverno. La Royal Horticultural Society, la società orticola britannica, indica che, se al riparo c'è poco spazio, i gerani si possono accorciare fino a 10 centimetri; se invece restano in un luogo luminoso e continuano a vegetare, basta una potatura leggera, e quella più decisa si rimanda alla primavera.
Non esiste quindi una regola unica, ma due situazioni diverse. Capire in quale ci si trova evita gli errori più comuni.
Perché il geranio non sopporta il gelo
Il geranio da balcone non è un vero Geranium, ma un pelargonio: quello più diffuso è il Pelargonium × hortorum, detto geranio zonale. Viene da climi miti e non resiste al gelo: alla prima notte sotto zero i fusti teneri si anneriscono. Per questo, prima di qualsiasi decisione sulla potatura, bisogna decidere dove metterlo.
Il posto ideale, secondo la società britannica, è luminoso, arieggiato e al riparo dal gelo. Una veranda, una scala con una finestra, una stanza fresca e chiara vanno bene. Un soggiorno riscaldato e una cantina buia, invece, sono i due estremi da evitare.
Quando conviene tagliarli adesso
Se i gerani devono passare l'inverno in uno spazio stretto, accorciarli prima del ricovero ha senso. Si riducono l'ingombro e la superficie da cui la pianta perde acqua, e si tolgono foglie che, invecchiando al chiuso, ingiallirebbero e cadrebbero sul terriccio trattenendo umidità.
Il taglio si fa sopra un nodo, il piccolo ingrossamento del fusto da cui nasce la foglia, con forbici pulite. Prima di portarli dentro si tolgono anche i fiori appassiti e le foglie gialle, e si controlla la pagina inferiore delle foglie: lì si vedono la ruggine del geranio, con piccole pustole color ruggine spesso disposte ad anello, e gli aleurodidi, i moscerini bianchi.
Quando conviene lasciarli quasi intatti
Se invece i gerani possono stare in una veranda luminosa o su un davanzale chiaro e fresco, dove continuano a crescere un poco, non serve accorciarli a fondo. Basta una pulizia: via le foglie secche, i rami rovinati e i fiori sfioriti. La potatura vera si fa a primavera, quando la pianta riprende a crescere e i nuovi germogli si sviluppano subito.
Un lavoro di tesi dell'Università svedese di scienze agrarie, discusso ad Alnarp nel 2008, ha confrontato diversi modi di svernare i gerani zonali: i risultati migliori venivano proprio dalle piante tenute in un luogo luminoso e fresco senza gelo, i peggiori da quelle tenute al buio sotto plastica, colpite dalla muffa grigia, e da quelle in soggiorno, al caldo.
Cosa cambia tra Nord e Sud
Al Nord e nelle zone interne del Centro, dove le gelate sono frequenti, i gerani devono andare al riparo, e la scelta fra potatura forte o leggera dipende dallo spazio e dalla luce disponibili. Al Sud e lungo le coste, dove le gelate sono rare, spesso basta spostare i vasi contro un muro esposto a sud, sotto una tettoia che li ripari dalla pioggia: in questo caso i gerani si lasciano quasi intatti, si puliscono e si potano a primavera.
In ogni caso, d'inverno le annaffiature diventano rare: la terra deve asciugarsi fra un intervento e l'altro. Nella tesi svedese i gerani hanno resistito almeno 44 giorni senza acqua.
A marzo, la potatura vera
Per i gerani lasciati quasi intatti, la potatura arriva a marzo. Il servizio di divulgazione orticola dell'Università del Wisconsin indica di accorciare i fusti a circa un terzo dell'altezza o fino al tessuto verde e sodo, eliminando le parti secche e i rami cresciuti lunghi e pallidi durante l'inverno. Da quei tagli partono i nuovi germogli che fioriranno in estate, e la pianta torna compatta.
Tagliare o non tagliare, quindi, non è una questione di regole fisse ma di spazio e di luce. Chi ha un posto chiaro e fresco può lasciare i gerani quasi come sono e rimandare le forbici alla primavera.
Una nota sulla tossicità: l'ASPCA, l'associazione americana per la protezione degli animali, inserisce il geranio da balcone tra le piante tossiche per cani e gatti. Se un animale ne mastica foglie o fusti può avere vomito, perdita di appetito, abbattimento e irritazioni della pelle. Durante la potatura conviene raccogliere subito i rametti tagliati e tenere la pianta, una volta al riparo, fuori dalla portata degli animali. Se un cane o un gatto ne ha mangiato una parte, si chiama il veterinario senza aspettare i sintomi; se a ingerirla è un bambino, si contatta il Centro antiveleni.




