Il basilico è la pianta aromatica dell'estate per eccellenza, e chi lo coltiva sul balcone conosce bene il momento in cui, con le prime notti fresche di ottobre, le foglie perdono lucentezza, la pianta smette di crescere e in pochi giorni comincia a deperire. Non è un difetto della pianta né un errore di chi la cura: il basilico è una specie di origine tropicale, coltivata da noi come annuale, che soffre il freddo più di quasi tutte le altre aromatiche. Già quando le temperature scendono stabilmente sotto i 10-12 gradi la crescita rallenta fino a fermarsi, e un'esposizione prolungata a valori più bassi provoca macchie scure sulle foglie e il collasso dei tessuti. Questo non significa dover rinunciare al basilico fresco fino a maggio. Significa portarlo al riparo per tempo e cambiare il modo di curarlo, perché in casa, d'inverno, le regole sono diverse da quelle del balcone in luglio.

La luce prima di tutto

Il primo problema del basilico in inverno non è il freddo, che in casa si risolve facilmente, ma la luce. Le giornate corte e il sole basso riducono drasticamente la quantità di luce disponibile, e il basilico ne ha bisogno molta: con poca luce allunga i fusti, distanzia le foglie, le produce piccole e pallide e perde gran parte del profumo. Il posto migliore è quindi il davanzale interno o un tavolino accanto alla finestra più luminosa della casa, idealmente esposta a sud o a ovest, dove il sole arriva per più ore.

C'è però un accorgimento da rispettare: le foglie non devono toccare il vetro. Non perché il vetro concentri i raggi come una lente, come si legge spesso, ma per due ragioni concrete. Di notte il vetro si raffredda molto più dell'aria della stanza, e una foglia appoggiata contro la finestra subisce un freddo da esterno anche se il resto della pianta è al caldo. Di giorno, invece, nello spazio stretto tra vetro e tenda l'aria ristagna e la temperatura sale oltre quella della stanza, come in una piccola serra senza ricambio. Qualche centimetro di distanza basta a evitare entrambi i problemi.

Vicino alla finestra più luminosa, ma con le foglie a qualche centimetro dal vetro.

Se nessuna finestra garantisce abbastanza luce, una piccola lampada a LED per piante, accesa per alcune ore al giorno sopra il vaso, fa una differenza evidente. Va invece evitata la vicinanza ai termosifoni e alle stufe: l'aria calda e secca disidrata le foglie e favorisce gli acari, che in inverno trovano nelle case riscaldate un ambiente ideale. Allo stesso modo vanno evitate le correnti fredde, per esempio accanto a una porta finestra aperta spesso.

Annaffiare meno e meglio

In inverno il basilico cresce lentamente e consuma molta meno acqua che in estate. L'errore più comune è continuare ad annaffiarlo con il ritmo di luglio: il terriccio resta bagnato a lungo, le radici soffrono per mancanza di ossigeno e la pianta va incontro a marciumi e malattie fungine. Prima di annaffiare conviene sempre controllare lo stato del terriccio, infilando un dito vicino al bordo del vaso per un paio di centimetri. Se è ancora umido si aspetta; se è asciutto è il momento di dare acqua.

Prima di annaffiare si controlla con un dito se il terriccio è asciutto in profondità.

Quando si annaffia, lo si fa con acqua a temperatura ambiente, mai fredda di rubinetto, e dirigendola sul terriccio e non sulle foglie. Il fogliame bagnato che asciuga lentamente, in un ambiente poco ventilato e con poca luce, è la condizione che favorisce la peronospora del basilico, la malattia che fa ingiallire le foglie e compare sul rovescio come una muffa grigiastra. Un piccolo annaffiatoio con il beccuccio stretto permette di bagnare solo la terra, con precisione, fino a quando l'acqua non comincia a uscire dai fori di drenaggio. Dopo una decina di minuti si svuota il sottovaso: l'acqua ferma alla base del vaso è il modo più rapido per far marcire le radici.

L'acqua va data al terriccio, lasciando asciutte le foglie.

Il vaso stesso conta. Deve avere fori di drenaggio e contenere un terriccio leggero e ben drenante, magari alleggerito con una parte di perlite. In inverno il concime va ridotto o sospeso: una pianta che cresce poco non ha bisogno di nutrimento extra, e un eccesso di azoto produrrebbe solo fusti teneri e deboli.

Cimare e raccogliere nel modo giusto

La raccolta è anche una forma di potatura, e fatta bene mantiene la pianta compatta e produttiva. Il basilico va cimato sempre sopra un nodo, cioè il punto del fusto da cui spuntano due foglie opposte: tagliando appena sopra, le due gemme alla base di quelle foglie si sviluppano e formano due nuovi rametti. Si usano forbici pulite e affilate, per un taglio netto che cicatrizza in fretta, e non si strappano le foglie una a una dalla base, perché così il fusto si spoglia e la pianta si indebolisce.

Il taglio sopra il nodo stimola la crescita di due nuovi rametti laterali.

Va tolto anche ogni accenno di infiorescenza: quando il basilico fiorisce concentra le energie sui semi, le foglie diventano più dure e il sapore cambia. In inverno, però, la raccolta deve essere moderata. Una pianta che cresce lentamente non sopporta di perdere metà del fogliame in una volta sola: meglio prendere poche cime alla volta, lasciando sempre abbastanza foglie per la fotosintesi.

Rinnovare la pianta con le talee

Anche con tutte le cure, una pianta di basilico non dura all'infinito: con il passare delle settimane tende a lignificare alla base e a produrre sempre meno. Il modo più semplice per avere basilico fresco per tutto l'inverno è rinnovarlo con le talee. Le cime prelevate con la cimatura, lunghe una decina di centimetri e private delle foglie basali, si mettono in un bicchiere d'acqua in un punto luminoso. Di solito nel giro di una o due settimane spuntano le prime radici; quando sono lunghe qualche centimetro, le talee si trasferiscono in un vasetto con terriccio fresco.

Un'altra strada è la semina in casa, possibile in ogni stagione se si dispone di calore e luce sufficienti. I semi germinano bene con temperature intorno ai 20 gradi, quindi in un ambiente riscaldato e accanto a una finestra luminosa, o sotto una lampada, si ottengono piantine giovani pronte da raccogliere in poche settimane. Alternando talee e semine si può tenere in casa sempre qualche vaso di basilico in piena forma, da cui raccogliere poche foglie per un sugo, una bruschetta o un pesto in piccole dosi, in attesa che la primavera riporti il basilico sul balcone.