Per buona parte dell'anno la Monstera deliciosa è una delle piante d'appartamento più facili da accontentare: cresce in fretta, apre foglie sempre più grandi e frastagliate e perdona qualche dimenticanza. In autunno, però, le cose cambiano. Le giornate si accorciano, la luce che entra dalle finestre si abbassa e diventa più debole, e nello stesso momento si accendono i riscaldamenti. È il periodo in cui molte Monstere cominciano a mostrare foglie con i bordi secchi, macchie gialle o nuove foglie piccole e senza tagli. Quasi sempre la causa è la posizione, rimasta quella dell'estate o scelta male.
Per capire dove sistemarla bisogna ricordare da dove viene. La Monstera è originaria delle foreste tropicali dell'America centrale, dove cresce sotto la volta degli alberi e si arrampica sui tronchi. Riceve molta luce, ma filtrata dalle chiome; vive in un'aria calda e umida, con temperature che non scendono quasi mai a livelli bassi. In casa, durante l'autunno, le due condizioni da rispettare sono quindi una luce abbondante ma indiretta e un calore stabile, senza aria secca.
Perché il termosifone è il nemico principale
Il calore del termosifone può sembrare un vantaggio per una pianta tropicale, ma l'effetto è opposto. L'aria che sale dal calorifero è molto calda e molto secca, e investe le foglie disidratandole: i primi segnali sono i margini che diventano marroni e croccanti, le punte che seccano, le foglie giovani che si aprono a fatica o restano accartocciate. Nello stesso tempo, il terriccio vicino a una fonte di calore asciuga molto in fretta, e la pianta passa da un eccesso a una carenza d'acqua in pochi giorni. Anche l'aria secca, inoltre, favorisce il ragnetto rosso, un acaro minuscolo che si riconosce dalla puntinatura chiara sulle foglie e da sottili ragnatele sulla pagina inferiore.
La regola pratica è tenere la Monstera ad almeno un metro e mezzo, meglio due, da termosifoni, stufe, camini e bocchette dei condizionatori in modalità caldo. Va evitata anche la classica collocazione sul davanzale sopra il calorifero, molto comune perché vicina alla finestra: è proprio il punto in cui l'aria calda sale in verticale. Allo stesso modo bisogna fare attenzione agli spifferi freddi, a porte di ingresso e finestre che restano aperte a lungo per arieggiare: la Monstera soffre se la temperatura scende sotto i 12-15 gradi, e un colpo d'aria gelida può macchiare le foglie.
Il posto giusto: luminoso ma senza sole diretto
Allontanarla dal calore non significa relegarla in un angolo buio. Con la luce autunnale, più debole e più breve, una Monstera spostata in fondo alla stanza rallenta la crescita, allunga gli internodi, cioè i tratti di fusto tra una foglia e l'altra, e produce foglie nuove sempre più piccole e intere, senza le tipiche fenestrature. È la pianta stessa a segnalare la carenza: i piccioli si allungano e le foglie si girano tutte verso la finestra.
La posizione ideale è a uno o due metri da una finestra luminosa. Le esposizioni a est e a ovest sono le migliori; una finestra a sud va bene, anche in autunno, se una tenda leggera filtra i raggi diretti nelle ore centrali, perché il sole che attraversa il vetro può ancora lasciare chiazze bruciate sulle foglie. Una finestra a nord, in questa stagione, spesso non basta: in quel caso conviene avvicinare la pianta il più possibile al vetro, sempre lontana dal calorifero, oppure integrare con una lampada per piante.
Un piccolo accorgimento utile è ruotare il vaso di un quarto di giro ogni due o tre settimane, così che tutte le parti della pianta ricevano luce e la crescita resti equilibrata. Va ricordato anche di pulire le foglie con un panno umido: la polvere che si accumula sulle grandi lamine riduce la luce che la pianta riesce a usare, e in autunno ogni raggio conta.
Acqua, umidità e cure della stagione fredda
Con meno luce e temperature un po' più basse, la Monstera consuma meno acqua. Le annaffiature vanno quindi distanziate rispetto all'estate: si bagna quando i primi centimetri di terriccio sono asciutti al tatto, in modo abbondante, lasciando defluire l'eccesso e svuotando il sottovaso dopo qualche minuto. Il ristagno, in questa stagione, è il rischio maggiore e porta al marciume delle radici, che si manifesta con foglie gialle e molli a partire dal basso. Foglie gialle e secche, con i bordi marroni, indicano invece più spesso aria secca o carenza d'acqua.
Per contrastare l'aria secca degli ambienti riscaldati si può aumentare l'umidità intorno alla pianta. Un umidificatore nella stanza è la soluzione più efficace; in alternativa si può appoggiare il vaso su un sottovaso largo riempito di argilla espansa e acqua, facendo in modo che il fondo del vaso non tocchi l'acqua. Anche raggruppare più piante vicine crea un piccolo microclima più umido. Le nebulizzazioni sulle foglie, molto diffuse, hanno un effetto di breve durata.
Il concime, dall'autunno, va ridotto o sospeso fino alla primavera, perché la pianta rallenta la crescita e non ha bisogno di nutrimento extra. Anche rinvasi e potature importanti è meglio rimandarli alla bella stagione, quando la Monstera riprende a crescere con vigore e si riprende più rapidamente dallo stress.
Le radici aeree, quei cordoni marroni che escono dal fusto, non vanno tagliate. In natura servono alla pianta per aggrapparsi ai tronchi e assorbire umidità: in casa si possono indirizzare verso un tutore ricoperto di muschio o di fibra di cocco, che sostiene la crescita e aiuta la pianta a produrre foglie più grandi.
Dopo uno spostamento è normale che la Monstera impieghi qualche settimana ad adattarsi. Una foglia vecchia che ingiallisce nei giorni successivi non deve preoccupare; conta piuttosto che le nuove foglie si aprano sane, di un verde pieno, senza bordi secchi. È il segnale che la nuova posizione è quella giusta e che conviene non cambiarla più fino alla primavera.
Lontana dal calorifero, vicina alla finestra ma non sotto il sole diretto, con meno acqua e un po' di umidità in più: è così che la Monstera attraversa l'autunno e l'inverno senza perdere foglie, pronta a riprendere la sua crescita rigogliosa con l'arrivo della primavera.




