Le prime notti fredde dell'autunno sono un passaggio delicato per le piante aromatiche coltivate in vaso o in piena terra. Di giorno il sole è ancora tiepido e il balcone sembra quello di settembre, ma quando le minime scendono di colpo le piante devono adattarsi a condizioni completamente diverse. Molte aromatiche superano l'inverno senza problemi, a patto di non essere ostacolate proprio dalle nostre cure. Gran parte dei danni che si vedono a fine inverno, infatti, non dipende dal gelo in sé ma da abitudini sbagliate prese nelle settimane precedenti, quando si continua a trattare le piante come se fosse ancora estate.
Non tutte le aromatiche temono il freddo allo stesso modo
Il primo errore è considerare le aromatiche come un gruppo unico. Il basilico è di gran lunga il più delicato: è una pianta di origine tropicale, coltivata da noi come annuale, che smette di crescere già quando le temperature restano sotto i 10-12 gradi e si danneggia rapidamente con valori più bassi. Lasciarlo all'aperto in attesa di vedere come va significa quasi sempre perderlo. Se si vuole prolungarne la vita va portato in casa alle prime avvisaglie, oppure si prelevano le cime per farne talee da radicare in acqua.
Le aromatiche mediterranee legnose, come rosmarino, salvia, timo e origano, sono invece abituate a inverni freschi e in buona parte d'Italia restano all'aperto tutto l'anno. Sopportano gelate brevi e leggere, ma soffrono il gelo prolungato, soprattutto se coltivate in vaso, dove le radici sono molto più esposte che in piena terra. Il prezzemolo resiste bene a temperature vicine allo zero, mentre erba cipollina e menta hanno un comportamento diverso ancora: con il freddo perdono la parte aerea, che ingiallisce e secca, ma le radici restano vive e ributtano in primavera. Vederle appassire a novembre non significa averle perse, e l'errore, in questo caso, è buttare il vaso.
Gli errori con l'acqua e con il concime
L'errore più diffuso e più dannoso è continuare ad annaffiare con il ritmo dell'estate. Con le giornate corte e le temperature basse le piante crescono lentamente, traspirano poco e il terriccio asciuga molto più piano. L'acqua in eccesso resta intorno alle radici, le priva di ossigeno e, se arriva una gelata, il terreno fradicio gela più a fondo e più a lungo. Per rosmarino, timo, salvia e lavanda, che in natura crescono su suoli poveri e ben drenati, il binomio freddo e umidità è molto più pericoloso del freddo asciutto. In autunno si annaffia solo quando il terriccio è asciutto in profondità, preferibilmente nelle ore centrali della giornata, e mai la sera prima di una notte fredda.
Strettamente collegato è il problema dei sottovasi. In estate tenere un po' d'acqua nel sottovaso può aiutare nelle giornate più calde, ma in autunno quell'acqua ferma diventa una trappola: mantiene la base del vaso costantemente bagnata e favorisce marciumi radicali. Dopo ogni annaffiatura e dopo ogni pioggia il sottovaso va svuotato, oppure tolto del tutto, sollevando il vaso su piedini o su due listelli di legno perché l'acqua possa defluire.
Anche il concime, in questa stagione, fa più male che bene. Le concimazioni, soprattutto quelle ricche di azoto, stimolano la produzione di nuovi germogli teneri proprio quando la pianta dovrebbe rallentare e irrobustire i tessuti in vista dell'inverno. Quei getti giovani sono i primi a essere danneggiati dal freddo. Le concimazioni vanno sospese a partire dall'autunno e riprese in primavera, quando la crescita ricomincia.
Le potature fuori stagione e le raccolte troppo drastiche
Un altro sbaglio frequente è la grande potatura d'autunno, fatta per mettere in ordine il balcone prima dell'inverno. Tagliare a fondo rosmarino, salvia o timo in questo periodo ha due effetti negativi: elimina parte del fogliame che protegge la pianta e la spinge a emettere nuovi getti teneri che il primo gelo brucerà. Per le aromatiche mediterranee la potatura di contenimento si fa a fine inverno o in primavera, quando il rischio di gelate è passato. In autunno ci si limita a eliminare i rami secchi o danneggiati.
Lo stesso vale per la raccolta. È naturale voler fare scorta di foglie prima del freddo, ma spogliare una pianta che cresce lentamente la indebolisce proprio quando ha meno capacità di recupero. Meglio raccogliere poco e spesso, lasciando sempre abbondante fogliame. Chi vuole conservare le aromatiche per l'inverno può farlo raccogliendo i rametti nelle settimane più miti e facendoli essiccare all'ombra, in un luogo asciutto e ventilato.
Gli errori di protezione
Quando arriva la prima notte davvero fredda, la reazione istintiva è coprire le piante con un sacchetto di plastica o un telo impermeabile. È una protezione che spesso fa più danni del freddo. La plastica a diretto contatto con le foglie le raffredda nei punti di contatto e trattiene l'umidità, che condensa all'interno e bagna il fogliame; se poi il giorno dopo il sole scalda la copertura, sotto si crea un ambiente caldo e umido dove muffe e marciumi proliferano. La soluzione corretta è il tessuto non tessuto, che lascia passare aria e luce e protegge dalle gelate leggere. Va sistemato la sera e, se le giornate sono miti, tolto durante il giorno.
Per le piante in vaso la parte più vulnerabile sono le radici, che in un contenitore piccolo sono separate dall'aria fredda solo da pochi millimetri di plastica o terracotta. Avvicinare i vasi a un muro esposto a sud, raggrupparli perché si proteggano a vicenda, sollevarli dal pavimento freddo e, nelle zone più rigide, avvolgere i contenitori con materiale isolante come juta, cartone o pluriball, sono accorgimenti semplici ed efficaci. Coprire la superficie del terriccio con uno strato di corteccia o paglia aiuta a mantenere più stabile la temperatura.
Infine, l'ultimo errore è all'opposto: portare in casa piante che starebbero meglio fuori. Rosmarino, salvia e timo, spostati in un appartamento riscaldato e poco luminoso, vanno spesso in sofferenza, perché l'aria secca dei termosifoni e la poca luce li indeboliscono più di qualche notte fredda in balcone. Il ricovero in casa ha senso per il basilico e per le piante in zone molto fredde; in quel caso il posto migliore è un ambiente luminoso e fresco, come una veranda o una scala, piuttosto che un soggiorno caldo. Con queste attenzioni, la maggior parte delle aromatiche arriva alla primavera pronta a ripartire con vigore.




