Quando le giornate si accorciano e le prime brine imbiancano le aiuole, molti giardini e balconi si spengono. Gerani, petunie e surfinie cedono al freddo, le perenni estive si ritirano e restano soltanto foglie secche e vasi vuoti. Non è inevitabile. Esiste un gruppo di piante che proprio fra l'autunno e il pieno inverno dà il meglio di sé, sopporta le temperature sotto lo zero e continua a fiorire per settimane. Con qualche scelta mirata si possono avere colore e fiori fino a gennaio, e in molti casi anche oltre.

Viole del pensiero ed ellebori, i protagonisti dell'inverno

Le viole del pensiero, Viola × wittrockiana, sono la soluzione più semplice e più economica. Si trovano nei vivai da settembre in poi, in una gamma di colori amplissima, dal bianco al giallo, dall'arancio al viola quasi nero, spesso con la caratteristica macchia scura al centro che ricorda un volto. Resistono bene alle gelate: quando la temperatura scende parecchio sotto lo zero foglie e fiori si afflosciano, ma si riprendono appena l'aria si scalda di nuovo. Accanto a loro si trovano le violette cornute, Viola cornuta, con fiori più piccoli ma più numerosi, ancora più rustiche e generose.

Le viole del pensiero sopportano la brina e riprendono vigore appena la temperatura risale

Per farle fiorire a lungo hanno bisogno di sole, almeno per qualche ora al giorno, e di un terriccio fertile e ben drenato. In vaso vanno annaffiate solo quando il substrato è asciutto, evitando i ristagni che nei mesi freddi fanno marcire le radici. Il gesto più importante è eliminare i fiori appassiti con regolarità: impedendo la formazione dei semi, la pianta continua a produrre boccioli nuovi.

L'elleboro più legato all'inverno è Helleborus niger, chiamato anche rosa di Natale perché nelle zone a clima favorevole apre i suoi fiori proprio intorno alle feste, fra dicembre e febbraio, a volte già a fine novembre. I fiori sono grandi, bianchi, con un ciuffo di stami gialli al centro, e con il tempo virano spesso verso il rosa o il verdastro. Le foglie sono coriacee, verde scuro, sempreverdi. È una perenne longeva, che una volta ambientata può restare per molti anni nello stesso punto senza bisogno di essere spostata, anzi soffre i trapianti.

I fiori bianchi di Helleborus niger si aprono nel cuore dell'inverno fra foglie coriacee e sempreverdi

L'elleboro ama la mezz'ombra, ad esempio sotto alberi a foglia caduca che d'inverno lasciano passare la luce e d'estate lo riparano, e un terreno ricco, fresco ma drenante. Non teme il gelo. In vaso va scelto un contenitore profondo, perché le radici scendono in basso. Gli ellebori orientali, cioè gli ibridi di Helleborus orientalis molto diffusi in commercio, fioriscono invece più tardi, di solito da febbraio alla primavera: vanno bene per prolungare la stagione, ma per avere fiori a dicembre e gennaio la specie giusta è Helleborus niger o una delle sue selezioni. Tutte le parti degli ellebori sono tossiche se ingerite: è bene tenerne conto se ci sono bambini piccoli o animali.

Eriche, ciclamini rustici e primule

Un'altra pianta preziosa per l'inverno è l'erica carnicina, Erica carnea, un piccolo arbusto tappezzante che fiorisce da dicembre-gennaio fino a primavera, con fiorellini a campanella rosa, bianchi o rosso porpora. A differenza di molte altre eriche tollera anche terreni calcarei, sopporta il freddo intenso ed è perfetta nei bordi, nei giardini rocciosi e nelle fioriere. Da non confondere con il brugo, Calluna vulgaris, venduto in grandi quantità in autunno, che fiorisce fra la fine dell'estate e l'autunno: alcune varietà, dette a bocciolo, mantengono a lungo i boccioli colorati senza aprirli, e conservano il loro colore per buona parte dell'inverno.

Fra i ciclamini, quello adatto al giardino invernale non è il ciclamino da appartamento ma il piccolo Cyclamen coum, una specie rustica che fiorisce fra gennaio e marzo, nei climi miti anche prima, con fiori rosa, magenta o bianchi e foglie tondeggianti spesso marmorizzate d'argento. Si pianta sotto gli alberi o fra le radici degli arbusti, in mezz'ombra, e con gli anni forma piccole colonie. L'altro ciclamino rustico diffuso, Cyclamen hederifolium, fiorisce invece fra la fine dell'estate e l'autunno e d'inverno offre soltanto le foglie decorative.

Le primule, infine, sono fra le prime a riportare il colore. La primula comune, Primula vulgaris, fiorisce spontanea fra la fine dell'inverno e la primavera, mentre gli ibridi da giardino che si trovano nei vivai in autunno e in inverno possono aprire i fiori già nei mesi freddi, se esposti al sole nelle giornate miti. Sono ideali per vasi e cassette insieme alle viole.

Arbusti in fiore per completare la scena

Per dare struttura alle aiuole invernali conviene affiancare ai fiori bassi qualche arbusto che fiorisce nella stagione fredda. Il viburno tino, Viburnum tinus, sempreverde mediterraneo molto rustico, si copre di fiori bianchi o rosati da fine autunno a primavera. Il gelsomino di San Giuseppe, Jasminum nudiflorum, porta fiori gialli sui rami spogli da novembre-dicembre fino a marzo, ricadente su muri e scarpate. Il calicanto d'inverno, Chimonanthus praecox, apre fra dicembre e febbraio fiori giallo pallido intensamente profumati, e alcune mahonie, come Mahonia × media, offrono grappoli gialli nello stesso periodo.

Anche il momento della messa a dimora conta. Le viole del pensiero, le primule e le eriche acquistate in vaso si piantano fra settembre e novembre, quando il terreno è ancora tiepido: in questo modo hanno il tempo di sviluppare le radici prima dei freddi più intensi e fioriscono più a lungo. Gli ellebori si possono piantare in autunno o all'inizio della primavera, scegliendo con cura il punto definitivo, mentre i tuberi di Cyclamen coum si interrano poco profondi, appena coperti, in un terreno ricco di sostanza organica. Uno strato di pacciamatura, fatto di foglie secche triturate, corteccia o compost maturo, protegge le radici dagli sbalzi di temperatura e mantiene il terreno più uniforme.

Il resto lo fanno la posizione e un po' di attenzione. Gran parte di queste piante preferisce un luogo riparato dai venti gelidi, dove il sole del mattino non colpisca subito i fiori ancora coperti di brina, e un terreno che non resti zuppo d'acqua. In vaso è utile sollevare i contenitori da terra e raggrupparli vicino a un muro. Con una combinazione di viole, ellebori, eriche e qualche arbusto invernale, il giardino non va in letargo e conserva il suo colore fino a gennaio e oltre.