La peperomia ha fama di pianta facile, e in buona parte la merita: cresce compatta, tollera bene la vita in appartamento e non chiede cure complicate. Proprio per questo, quando comincia a perdere le foglie, il proprietario resta spiazzato. Il genere Peperomia comprende oltre mille specie, diffuse soprattutto nelle zone tropicali e subtropicali dell'America centrale e meridionale; in commercio si trovano in particolare Peperomia obtusifolia, con foglie spesse e lucide, Peperomia caperata, dalle foglie increspate, e Peperomia argyreia, con le caratteristiche striature argentate che ricordano la buccia di un'anguria. Molte vivono in natura nel sottobosco o come epifite su tronchi e rami, e quasi tutte hanno foglie e fusti carnosi che funzionano da riserva d'acqua. Da questo dipendono gran parte dei loro problemi in casa.
Prima di cercare una causa, conviene osservare bene che cosa succede. Se cadono una o due foglie vecchie alla base, ingiallite lentamente, mentre la cima continua a produrre nuove foglie sane, si tratta del normale ricambio della pianta e non c'è nulla da correggere. Diverso è il caso in cui le foglie cadono numerose, anche quelle giovani, o si presentano molli, annerite, raggrinzite o macchiate: allora la pianta sta segnalando un disagio preciso.
Troppa acqua e marciume, la causa più frequente
La maggior parte delle peperomie che perdono le foglie riceve troppa acqua. Avendo tessuti carnosi e radici sottili, abituate a substrati leggeri e ben aerati, queste piante soffrono molto i ristagni: in un terriccio sempre bagnato le radici restano senza ossigeno e cominciano a marcire, e da lì il marciume può risalire al colletto e ai fusti. I segnali tipici sono foglie che ingialliscono e cadono al minimo tocco, fusti molli e scuri alla base, terriccio che resta umido per molti giorni e talvolta un odore sgradevole. Spesso l'errore nasce dall'abitudine di annaffiare a giorni fissi, senza controllare se la pianta ne ha bisogno, oppure da un vaso senza fori di drenaggio o da un sottovaso lasciato pieno.
Se il problema è appena iniziato, basta sospendere le annaffiature e lasciare asciugare bene il substrato. Se invece i sintomi sono evidenti, conviene estrarre la pianta dal vaso ed esaminare le radici: quelle sane sono chiare e sode, quelle marce scure, molli e si sfaldano. Con forbici pulite si eliminano tutte le parti danneggiate, comprese le porzioni di fusto annerite, e si rinvasa in un terriccio nuovo e drenante, per esempio terriccio universale mescolato in parti simili con perlite o con corteccia fine, in un vaso non più grande del necessario e con fori sul fondo. Dopo il rinvaso si aspetta qualche giorno prima di annaffiare di nuovo. Quando il marciume ha raggiunto quasi tutta la base, la strada più sicura è prelevare talee dalle parti ancora sane: le peperomie radicano bene da talee di fusto con qualche foglia e, in diverse specie, anche da singole foglie con il loro picciolo, inserite in un substrato leggero e appena umido.
Per prevenire, la regola è annaffiare solo quando i primi centimetri di terriccio sono asciutti, il che in inverno può voler dire anche una volta ogni due o tre settimane. Le foglie raggrinzite e flosce su un terriccio secco indicano invece il problema opposto, la sete: in quel caso un'annaffiatura abbondante, lasciando poi sgocciolare bene il vaso, di solito basta perché la pianta si riprenda nel giro di pochi giorni.
Freddo, luce e correnti d'aria
Dopo l'acqua, il fattore più importante è la temperatura. Le peperomie vivono bene fra i diciotto e i venticinque gradi circa e cominciano a soffrire quando scendono stabilmente sotto i dieci-dodici. Il freddo provoca foglie che si scuriscono, diventano trasparenti o molli e poi cadono, e rende la pianta ancora più sensibile ai ristagni, perché con il fresco consuma meno acqua e il terriccio resta bagnato più a lungo. In autunno e in inverno capita spesso con le piante tenute contro il vetro della finestra, in una stanza non riscaldata o lasciate fuori sul balcone qualche notte di troppo.
Anche le correnti d'aria hanno un ruolo: una finestra aperta spesso nelle giornate fredde, una porta che dà sull'esterno, il getto del condizionatore in estate o l'aria calda e secca di un termosifone vicino causano sbalzi che la pianta mal sopporta. La luce, infine, conta più di quanto si pensi. Le peperomie non vogliono il sole diretto delle ore calde, che può bruciare le foglie, ma in un angolo buio si indeboliscono: i fusti si allungano, le nuove foglie restano piccole e distanziate, le varietà variegate perdono i colori e quelle più vecchie cadono. La posizione ideale è vicino a una finestra luminosa, con luce intensa ma filtrata.
Cambi di posto e altre cause
Molte peperomie perdono qualche foglia subito dopo un cambiamento di ambiente: il trasferimento dal vivaio al negozio e poi a casa, un trasloco, lo spostamento da una stanza all'altra o il passaggio dal balcone all'interno quando arriva l'autunno. La pianta deve adattarsi a luce, temperatura e umidità diverse, e nel frattempo lascia andare le foglie che non riesce a sostenere. In questi casi la cosa migliore è scegliere un buon posto e lasciarla lì, evitando di spostarla di continuo nel tentativo di farla stare meglio, e attendere qualche settimana: se le altre condizioni sono giuste, la crescita riprende da sola.
Più di rado la causa è un parassita. Le cocciniglie farinose formano piccoli ciuffi bianchi e cotonosi all'ascella delle foglie e sotto di esse, mentre i ragnetti rossi, favoriti dall'aria secca, lasciano puntinature chiare e sottili ragnatele. In entrambi i casi conviene isolare la pianta, rimuovere i parassiti con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol o con un panno umido e ripetere il controllo per alcune settimane. Anche la concimazione va dosata con misura: le peperomie crescono lentamente e ne hanno poco bisogno, per cui basta un concime per piante verdi diluito, da somministrare ogni tre o quattro settimane in primavera e in estate, sospendendolo del tutto nei mesi freddi. Con acqua data al momento giusto, un posto luminoso e riparato dal freddo e un po' di pazienza dopo ogni cambiamento, nella maggior parte dei casi la peperomia torna a riempirsi di foglie nuove.




