A novembre la lavanda in giardino o sul balcone ha un aspetto spento: le spighe secche, i rami grigi, qualche foglia scolorita. Viene voglia di potarla, magari aspettando la luna calante come vuole la tradizione. Ma la risposta più sicura è aspettare: le indicazioni dei servizi di divulgazione agraria delle università americane di Purdue e dell'Oregon concordano nello spostare la potatura vera alla fine dell'inverno o all'inizio della primavera.
La lavanda, Lavandula angustifolia nella sua specie più coltivata, è un arbusto mediterraneo che teme poco il freddo asciutto ma soffre l'umidità e i tagli nel momento sbagliato. Una potatura drastica a novembre può lasciarla esposta proprio quando dovrebbe riposare.
Perché la lavanda non si pota a novembre
La scheda di Purdue Consumer Horticulture, il servizio di consulenza dell'Università di Purdue, consiglia di aspettare che la nuova vegetazione sia già partita in primavera prima di potare la lavanda. La ragione è duplice. Durante l'inverno il freddo può far seccare parte dei rami, e solo in primavera si capisce dove fermarsi con il taglio. Inoltre, quando la pianta è ferma, è facile scambiare per morti dei rami che invece sono vivi, e tagliarli senza motivo.
Il servizio di estensione dell'Università statale dell'Oregon indica di potare dopo che è passato il rischio di gelate, che in quella regione corrisponde più o meno all'inizio di marzo.
La luna calante: una tradizione
Molti giardinieri legano la potatura alla luna calante, convinti che la pianta perda meno linfa e reagisca meglio. È una tradizione popolare, non un fatto dimostrato: le schede di Purdue e dell'Oregon fissano il momento della potatura in base al rischio di gelo e allo stato della pianta, non alla fase lunare. Chi segue il calendario lunare può farlo per i lavori leggeri, ma per la lavanda il calendario che conta è quello delle temperature.
Cosa si può fare adesso
A novembre si possono togliere le spighe secche rimaste, se non lo si è fatto alla fine dell'estate, tagliando solo lo stelo fiorale senza scendere nella parte legnosa. È un intervento leggero, che non lascia la pianta scoperta e le dà un aspetto più ordinato. Il resto della chioma va lasciato com'è: le foglie e i rami proteggono la parte centrale della pianta durante l'inverno.
Il lavoro più utile in questa stagione riguarda però l'acqua. La lavanda vive in natura su terreni sassosi e asciutti, e d'inverno il pericolo più grande è un terreno sempre bagnato, che fa marcire le radici. In piena terra conviene controllare che l'acqua piovana non ristagni attorno alla pianta. In vaso, il sottovaso va tolto o svuotato dopo ogni pioggia, e le annaffiature vanno quasi sospese.
Novembre è anche il mese in cui molti riempiono i vuoti dell'aiuola con nuove piantine. Con la lavanda conviene evitarlo: la scheda dell'Università statale dell'Oregon avverte che inserire nuove piante fra quelle già esistenti riduce la circolazione dell'aria e favorisce le malattie fungine. Lo stesso servizio indica di tenere le piante a 60-90 centimetri l'una dall'altra, con 90-180 centimetri fra una fila e l'altra. Una lavanda con aria intorno asciuga prima dopo la pioggia, ed è proprio quello di cui ha bisogno in inverno.
Come e quando potarla in primavera
Quando le gelate sono passate e la nuova vegetazione comincia a spuntare, si può procedere con la potatura vera. Purdue consiglia di tagliare fino al legno sano, cioè fino ai tratti di ramo che portano gemme vive, ed eliminare i rami secchi o danneggiati dal freddo. Così si favorisce la ramificazione laterale e la pianta resta compatta. Il taglio, quindi, si ferma sempre sopra le gemme vive, senza scendere nei tratti di ramo spogli.
Cosa cambia tra Nord e Sud
Al Nord e nelle zone interne, dove gli inverni sono freddi e umidi, aspettare la primavera è ancora più importante: i rami seccati dal gelo si riconoscono solo a fine inverno. Al Sud e lungo le coste, dove il gelo è raro, la lavanda resta verde quasi tutto l'anno e il rischio di danni è minore, ma la regola non cambia: la potatura si fa a fine inverno, quando la pianta sta per ripartire, e non in autunno. Sotto i climi miti il problema principale resta l'umidità del terreno, non il freddo.
La lavanda che a novembre sembra spenta non ha bisogno delle forbici, ma di un terreno asciutto e di un po' di pazienza. Fra qualche mese, con le prime gemme, sarà lei stessa a indicare dove tagliare.




