Non tutte le case hanno finestre luminose, e in autunno anche le stanze più chiare perdono buona parte della loro luce. Alcune piante, però, si adattano bene alla penombra e mantengono il fogliame verde anche nei mesi delle giornate corte. Nessuna pianta vive al buio completo: anche le più tolleranti hanno bisogno di luce, ma si accontentano di una luce indiretta e modesta, come quella di un angolo lontano dalla finestra o di una stanza esposta a nord. Ecco cinque specie che si prestano bene a queste condizioni. Per tutte vale la stessa avvertenza: in penombra crescono più lentamente che in un ambiente luminoso, e questo è normale. Non bisogna aspettarsi nuove foglie ogni settimana, ma una pianta stabile, verde e in salute.

1. Zamioculcas

La Zamioculcas zamiifolia, originaria dell'Africa orientale, è forse la pianta d'appartamento più adatta a chi ha poca luce e poco tempo. Ha foglie composte, lucide e carnose, che crescono da un rizoma sotterraneo capace di accumulare acqua. Proprio per questo sopporta lunghi periodi di siccità e soffre soprattutto l'eccesso di annaffiature. In penombra cresce lentamente ma resta verde e compatta. In inverno va annaffiata solo quando il terriccio è completamente asciutto, anche una volta al mese. Se le foglie ingialliscono e il fusto alla base diventa molle, quasi sempre la causa è l'eccesso d'acqua, non la poca luce. Si moltiplica facilmente dividendo il rizoma al momento del rinvaso, in primavera.

2. Sansevieria

Conosciuta anche come lingua di suocera, la sansevieria è stata riclassificata dai botanici nel genere Dracaena, e la specie più comune si chiama oggi Dracaena trifasciata. Le sue foglie rigide ed erette, verdi con bande più chiare o con il bordo giallo, sono succulente e conservano l'acqua. Tollera la scarsa luce, anche se in penombra le varietà variegate tendono a perdere un po' di contrasto. Il pericolo maggiore è il marciume alla base, causato dall'acqua ferma: in inverno le annaffiature vanno ridotte al minimo.

3. Aspidistra

L'Aspidistra elatior è chiamata in inglese pianta di ghisa, per la sua resistenza. Originaria dei boschi dell'Asia orientale, cresce naturalmente all'ombra degli alberi, e per questo è una delle poche piante che sopportano davvero gli angoli più bui e gli ambienti freschi, come ingressi e corridoi. Ha grandi foglie lanceolate di un verde scuro e lucido. Cresce lentamente e non ama i rinvasi frequenti. Va annaffiata quando lo strato superficiale del terriccio è asciutto e tenuta lontana dal sole diretto, che ne brucia le foglie. È una pianta molto longeva: un esemplare ben tenuto può accompagnare una casa per decenni, e le foglie vecchie e rovinate si tagliano alla base per lasciare spazio a quelle nuove.

4. Pothos

L'Epipremnum aureum, il comune pothos, è un rampicante dalle foglie a forma di cuore, verdi o screziate di giallo e bianco. Si coltiva in vaso sospeso, lasciando ricadere i tralci, oppure facendolo arrampicare su un sostegno. Si adatta alla luce indiretta e alla penombra, anche se le varietà molto screziate, con poca luce, tendono a diventare più verdi. Se i tralci si allungano molto con foglie piccole e distanziate, la luce è troppo poca. Si annaffia quando il terriccio è asciutto in superficie, e le talee radicano facilmente in acqua.

5. Aglaonema

L'Aglaonema, chiamata anche sempreverde cinese, è originaria delle foreste tropicali del Sud-est asiatico, dove cresce nel sottobosco. Le varietà a foglia verde scuro, con disegni argentati, sono quelle che tollerano meglio la poca luce; quelle con tonalità rosa o rosse ne chiedono di più. Teme il freddo, le correnti d'aria e le temperature sotto i quindici gradi circa, quindi in inverno va tenuta in una stanza riscaldata, lontana però dal getto diretto dei termosifoni. Gradisce un terriccio leggermente umido, mai fradicio. Le foglie larghe raccolgono facilmente la polvere e vanno pulite con un panno umido. Una pianta che perde le foglie basse e allunga il fusto sta chiedendo un po' più di luce: basta avvicinarla di qualche metro alla finestra.

Qualche regola comune

Tutte queste piante hanno alcune esigenze in comune nei mesi freddi. In penombra l'acqua evapora lentamente e le radici consumano poco: l'errore più frequente è annaffiare troppo. Il concime va sospeso fino alla primavera, e le foglie vanno spolverate di tanto in tanto per sfruttare al meglio la poca luce disponibile.

Va ricordato infine che zamioculcas, pothos e aglaonema contengono cristalli di ossalato di calcio, che possono irritare bocca e mucose se le foglie vengono masticate: è bene collocarle fuori dalla portata di bambini piccoli e animali domestici. Anche la sansevieria è considerata tossica per cani e gatti.