Lunedì 9 novembre, alle 8.02 ora italiana, arriva la luna nuova, e nei calendari di campagna i giorni di luna calante che la precedono sono da sempre quelli dei lavori di fine autunno sulle aromatiche. Per il rosmarino il lavoro tipico di questo momento è uno solo: prendere qualche talea per avere piante nuove in primavera. Conviene però sapere subito una cosa che le nonne davano per scontata e molti manuali tacciono: a novembre la talea di rosmarino radica, ma lentamente, e il risultato dipende da come la si protegge dal freddo più che dal giorno in cui la si prende.

Il rosmarino, che i botanici oggi chiamano Salvia rosmarinus dopo averlo a lungo classificato come Rosmarinus officinalis, è una delle piante che si moltiplicano meglio per talea. Vediamo quando farlo, come scegliere e preparare i rametti e dove sistemare il vasetto per l'inverno.

Talee di rosmarino a novembre: perché si fanno ancora, ma con più pazienza

La Royal Horticultural Society indica il rosmarino tra le aromatiche da moltiplicare con talee semilegnose, cioè rametti cresciuti nell'anno, con la base già soda e la punta ancora tenera, e colloca il periodo migliore tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. A novembre si è al limite di questa finestra: i rametti dell'anno sono ormai quasi del tutto legnosi e le temperature più basse rallentano la formazione delle radici. Secondo la stessa RHS, le talee lasciate a radicare al riparo ma al freddo possono completare le radici solo nella primavera successiva. Al Sud e sulle coste, dove l'autunno resta mite, le talee partono più in fretta; al Nord conviene contare sui mesi invernali come tempo di attesa.

Quanto alla luna, è bene essere chiari: legare la riuscita delle talee alle fasi lunari è una tradizione popolare, diffusa in molte zone d'Italia, ma non esistono prove sperimentali che la confermino. Si può seguire il calendario per abitudine o per piacere; ciò che decide il risultato sono il rametto scelto, il substrato e la protezione dal gelo.

Come scegliere e tagliare il rametto di rosmarino

Il rametto giusto è un getto dell'anno, sano, senza fiori né boccioli, lungo una dozzina di centimetri: la RHS indica una lunghezza tra 10 e 15 centimetri. I rametti fioriti vanno scartati perché la pianta indirizza le energie verso i fiori e non verso le radici.

Rametto di rosmarino dell'anno senza fiori lungo circa dodici centimetri mostrato accanto alla pianta
Un getto dell'anno senza fiori, lungo una dozzina di centimetri

Il taglio si fa con forbici ben affilate e pulite, appena sotto un nodo, il punto del fusto da cui partono le foglie: è lì che si formano più facilmente le nuove radici. Un taglio netto, senza schiacciare il fusto, riduce anche il rischio di marciumi. Conviene prendere qualche rametto in più di quelli che servono, da piante sane e vigorose: in autunno non tutte le talee riescono a radicare.

Forbici pulite che tagliano un rametto di rosmarino appena sotto un nodo
Il taglio va fatto appena sotto un nodo, con forbici pulite

Si tolgono poi le foglie dalla parte bassa, per circa quattro centimetri, lasciando intatte quelle in alto. Le foglie interrate marcirebbero, mentre quelle rimaste in cima bastano alla talea per vivere finché non mette radici.

Talea di rosmarino con i quattro centimetri inferiori senza foglie e la parte alta intatta
La parte da interrare va ripulita dalle foglie

Il terriccio giusto e la profondità per le talee di rosmarino

Il rosmarino teme i ristagni d'acqua anche da adulto, e da talea ancora di più. La RHS consiglia per le talee semilegnose una miscela in parti uguali di terriccio drenante e sabbia grossolana: il substrato resta umido ma lascia passare l'aria, e la base del rametto non marcisce.

Vasetto riempito con una miscela omogenea di terriccio e sabbia
Terriccio e sabbia in parti uguali per un substrato drenante

Le talee si infilano per circa un terzo della loro lunghezza, dopo aver aperto il foro con una matita o un bastoncino per non sfregare la base. In un vasetto di dieci-dodici centimetri ne stanno tre, distanziate fra loro. Si annaffia una sola volta, con delicatezza, per far aderire il terriccio.

Talee di rosmarino inserite nel substrato del vasetto per circa un terzo della lunghezza
Le talee vanno interrate per circa un terzo

Dove tenere il vasetto di rosmarino fino alla primavera

Il vasetto va sistemato in un luogo luminoso ma senza sole diretto, riparato dal vento e dalle gelate: un davanzale interno non riscaldato, una veranda, un cassone freddo in giardino. Il terriccio va tenuto appena umido, mai bagnato. Coprire il vasetto con un sacchetto trasparente aiuta a mantenere l'umidità, purché lo si apra ogni tanto per far circolare l'aria.

Vasetto con tre talee di rosmarino in un luogo luminoso e riparato senza sole diretto
Luce senza sole diretto e riparo dal freddo per l'inverno

Il segnale che le radici si sono formate è la comparsa di foglioline nuove all'apice dei rametti, di solito in primavera. A quel punto ogni talea si può spostare in un vaso singolo, e piantare in piena terra solo quando è ben sviluppata.

Il giorno della luna nuova, insomma, può essere un buon promemoria per prendere le talee prima che il freddo si faccia sentire davvero. La riuscita, però, la decidono il rametto, la sabbia nel terriccio e un angolo luminoso al riparo dal gelo.