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Cipresso

Cupressus sempervirens · famiglia Cupressaceae

Il cipresso comune, Cupressus sempervirens, è una conifera sempreverde della famiglia delle Cupressaceae, originaria del Mediterraneo orientale, dalla Grecia e dalle sue isole alla Turchia e al Medio Oriente. In Italia fu introdotto in epoca antica, probabilmente già dagli Etruschi, e oggi è un elemento caratteristico del paesaggio, soprattutto in Toscana.

Esiste in due forme principali: quella colonnare, stretta e slanciata, la più diffusa nei viali, nei giardini e nei cimiteri, e quella orizzontale, con rami aperti, più simile alle piante selvatiche. Le foglie sono minuscole squame che rivestono i rametti; i frutti sono galbule legnose e tondeggianti. È un albero molto longevo e il suo legno profumato e resistente era usato per porte, cassapanche e statue.

Vuole sole, sopporta caldo, siccità e vento e cresce bene anche in terreni poveri e sassosi; teme i ristagni e il gelo intenso. Si usa come albero isolato, in filari e come frangivento. Il suo polline, liberato a fine inverno, è tra le cause delle allergie di quel periodo.

Il nemico più grave del cipresso è il cancro del cipresso, causato dal fungo Seiridium cardinale, arrivato dalla California probabilmente tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento: provoca il disseccamento di rami e chiome, con cancri resinosi sulla corteccia. I ricercatori italiani hanno selezionato varietà di cipresso resistenti alla malattia.

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