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Olivo

Olea europaea · famiglia Oleaceae

L'olivo, Olea europaea, è un albero sempreverde della famiglia delle Oleaceae ed è la pianta simbolo del Mediterraneo. La forma selvatica, l'olivastro, cresce spontanea nella macchia lungo tutte le coste italiane; l'olivo coltivato fu addomesticato nel Mediterraneo orientale migliaia di anni fa e da lì si diffuse con Fenici, Greci e Romani.

Ha foglie strette e coriacee, verde scuro sopra e argentee sotto, piccoli fiori bianchi in tarda primavera, impollinati dal vento, e frutti, le olive, che maturano dall'autunno all'inverno passando dal verde al nero. È un albero longevissimo: in Italia esistono olivi monumentali di molti secoli. Le varietà italiane sono centinaia, ciascuna legata al proprio territorio.

Vuole sole pieno, un terreno ben drenato anche povero e sassoso e sopporta bene caldo e siccità, mentre teme i ristagni e le gelate intense. Si pota a fine inverno, per arieggiare la chioma e favorire la produzione, che avviene sui rami dell'anno precedente. In vaso si coltiva bene con un contenitore ampio e annaffiature regolari in estate.

Il parassita più noto è la mosca dell'olivo, le cui larve si sviluppano dentro le olive; seguono l'occhio di pavone, una malattia fungina che macchia le foglie, e la rogna. Dal 2013 gli oliveti del Salento sono devastati dalla Xylella fastidiosa, un batterio identificato per la prima volta nell'ottobre di quell'anno vicino a Gallipoli e trasmesso dalla sputacchina, che fa disseccare gli alberi.

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