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Castagno

Castanea sativa · famiglia Fagaceae

Il castagno, Castanea sativa, è un grande albero della famiglia delle Fagaceae, la stessa di querce e faggi, diffuso nell'Europa meridionale e in Asia Minore. In Italia forma estesi boschi nelle zone collinari e montane, dalle Alpi alla Sicilia, su terreni acidi o neutri, mentre evita quelli calcarei. Fu diffuso e coltivato largamente già in epoca romana.

Per secoli nelle zone di montagna fu chiamato «albero del pane»: le castagne, fresche, secche o macinate in farina, erano la base dell'alimentazione di intere comunità. I marroni sono varietà selezionate con frutti più grandi, di solito uno per riccio, e buccia più chiara e striata. Sulle pendici dell'Etna cresce il Castagno dei Cento Cavalli, considerato uno degli alberi più antichi d'Europa.

Il castagno fiorisce all'inizio dell'estate con lunghi amenti color crema dal profumo intenso, molto visitati dalle api: da qui il miele di castagno, scuro e amarognolo. Le castagne maturano in autunno dentro i ricci spinosi. Il legno, ricco di tannini, è molto resistente all'umidità ed era usato per pali, botti e travi.

Il castagno ha avuto in passato due grandi nemici, il cancro della corteccia e il mal dell'inchiostro. Dal 2002, quando fu trovato per la prima volta in Europa in provincia di Cuneo, si è aggiunto il cinipide galligeno, una piccola vespa cinese che forma galle sui germogli e riduce molto la produzione. È stato contenuto con la lotta biologica, introducendo il suo nemico naturale, un altro piccolo imenottero, il Torymus sinensis.

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