Kiwi
Il kiwi, Actinidia deliciosa, è un rampicante legnoso della famiglia delle Actinidiaceae originario della Cina centrale e orientale, dove i frutti erano raccolti nei boschi da secoli. All'inizio del Novecento i semi arrivarono in Nuova Zelanda, dove la pianta fu coltivata e il frutto, chiamato dagli anglosassoni uva spina cinese, fu ribattezzato kiwi nel 1959 da un'azienda esportatrice, per somiglianza con l'uccello simbolo del Paese, piccolo, bruno e peloso.
Oggi l'Italia è tra i maggiori produttori mondiali di kiwi, con le zone principali nel Lazio, soprattutto nella provincia di Latina, in Piemonte, in Emilia-Romagna, in Veneto e in Calabria. Oltre al kiwi verde a buccia pelosa si coltivano il kiwi giallo, Actinidia chinensis, più dolce, e i kiwi baby o kiwi berry, piccoli e a buccia liscia, di altre specie più resistenti al freddo.
Il kiwi è una pianta dioica: ci sono piante maschili, che producono solo polline, e piante femminili, che danno i frutti. Per avere un raccolto serve almeno una pianta maschile ogni sei-otto femminili, vicina e con la stessa epoca di fioritura. È una liana vigorosa che ha bisogno di una pergola o di una spalliera robusta, sole, molta acqua in estate e riparo dal vento.
Dal 2008 i kiwi italiani sono colpiti dal cancro batterico, causato dal batterio Pseudomonas syringae pv. actinidiae, che dal Lazio si è diffuso alle altre regioni: provoca macchie sulle foglie, cancri con essudati rossastri sui rami e può far morire le piante. Le varietà a polpa gialla sono state le più colpite.
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Storia, origini e varietà
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