Melo
Il melo coltivato, Malus domestica, è un albero da frutto della famiglia delle Rosaceae, la stessa di pero, ciliegio, pesco e rosa. Gli studi sul genoma hanno mostrato che il suo antenato principale è un melo selvatico dell'Asia centrale, Malus sieversii, che forma ancora foreste sulle montagne del Tian Shan, in Kazakistan. Lungo le vie commerciali della Via della Seta i meli si incrociarono con il melo selvatico europeo, che ha lasciato un'impronta importante nelle varietà moderne.
Le varietà coltivate sono migliaia e non si riproducono uguali da seme: ogni pianta nata da un seme è diversa dai genitori. Per questo i meli si moltiplicano per innesto su un portinnesto, che decide anche la grandezza dell'albero, da quelli nani adatti ai piccoli giardini a quelli vigorosi. In Italia la produzione si concentra soprattutto in Trentino-Alto Adige, con la Val di Non e la Val Venosta, e in Piemonte ed Emilia-Romagna.
Il melo fiorisce in primavera con fiori bianchi e rosati. Gran parte delle varietà non si feconda da sola e ha bisogno del polline di un'altra varietà che fiorisca nello stesso periodo, portato dalle api: un melo isolato produce poco. Vuole sole, un terreno fertile e ben drenato, il freddo invernale per riposare e una potatura annuale a fine inverno.
I problemi più diffusi sono la ticchiolatura, una malattia fungina che macchia foglie e frutti, l'oidio, gli afidi e la carpocapsa, la falena le cui larve sono il «verme» delle mele. Molte varietà antiche e locali sono più rustiche e resistenti delle varietà commerciali.
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