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Felce

Felci è il nome comune di un grande gruppo di piante antichissime, che compaiono già nei fossili di centinaia di milioni di anni fa, molto prima delle piante con fiori. Non producono né fiori né semi: si riproducono con le spore, minuscole cellule che si formano sotto le foglie, le fronde, in piccoli ammassi bruni spesso scambiati per parassiti.

Le fronde nuove nascono arrotolate a ricciolo, il «pastorale», e si srotolano crescendo. Le felci vivono soprattutto in ambienti umidi e ombrosi: in Italia sono comuni la felce aquilina dei boschi e dei pascoli, la felce maschio, il capelvenere sulle rocce bagnate e attorno alle fontane, l'asplenio sui muri. Le felci arboree delle regioni tropicali possono superare i dieci metri.

In appartamento si coltivano soprattutto la felce di Boston, Nephrolepis exaltata, con lunghe fronde ricadenti; il capelvenere, delicatissimo; l'Asplenium nidus, con foglie intere e lucide a forma di nido; e varie altre specie tropicali. Vogliono luce intensa ma mai sole diretto, un terriccio sempre leggermente umido e soprattutto umidità nell'aria.

L'aria secca dei termosifoni è il loro nemico principale: le fronde si seccano in punta e ingialliscono. Aiutano un sottovaso con argilla espansa bagnata e le nebulizzazioni frequenti. In giardino le felci rustiche sono perfette per gli angoli d'ombra dove poche altre piante crescono.

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