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Orchidea

famiglia Orchidaceae

Le orchidee formano la famiglia delle Orchidaceae, una delle più grandi del regno vegetale, con decine di migliaia di specie diffuse in quasi tutti gli ambienti del pianeta, dalle foreste tropicali ai prati di montagna. I loro semi sono minuscoli come polvere e privi di riserve: per germinare in natura hanno bisogno dell'aiuto di funghi simbionti.

Molte orchidee tropicali sono epifite: vivono aggrappate ai rami degli alberi con radici aeree rivestite da un tessuto spugnoso, il velamen, che assorbe in fretta l'acqua della pioggia. Anche l'Italia ha numerose orchidee spontanee, terrestri, come le Ophrys dai fiori che imitano gli insetti; sono specie protette e non vanno raccolte.

L'orchidea più diffusa nelle case è la Phalaenopsis, epifita del Sud-est asiatico. Si coltiva in corteccia, in un vaso trasparente che lascia vedere le radici, in luce luminosa ma lontano dal sole diretto. Si annaffia per immersione, lasciando il vaso in acqua per una decina di minuti, solo quando le radici sono diventate grigio-argentee, e si lascia sgocciolare bene: l'acqua ferma nel sottovaso fa marcire le radici.

Per rifiorire ha bisogno di qualche settimana con notti più fresche delle giornate, come avviene in autunno vicino a una finestra. Altre orchidee comuni nei vivai sono Cymbidium, Dendrobium, Oncidium e Cattleya, ognuna con esigenze un po' diverse di luce e temperatura.

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