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Cetriolo

Cucumis sativus · famiglia Cucurbitaceae

Il cetriolo, Cucumis sativus, è una pianta rampicante della famiglia delle Cucurbitaceae, la stessa di zucche, zucchine e meloni. È originario dell'India, dalle pendici dell'Himalaya, dove crescono ancora forme selvatiche, ed è coltivato da migliaia di anni. Greci e Romani lo apprezzavano molto, e Plinio racconta che l'imperatore Tiberio lo voleva in tavola tutto l'anno.

I frutti sono fatti per oltre il novanta per cento di acqua. Le varietà si distinguono per forma e dimensione: cetrioli lunghi a buccia liscia, cetrioli corti e spinosi, cetriolini da sottaceto. Molte varietà moderne sono partenocarpiche, cioè producono frutti senza bisogno di impollinazione, e sono adatte anche alla coltivazione in serra o sul balcone.

Il cetriolo vuole caldo, sole e acqua abbondante e regolare: con irregolarità d'acqua o stress da caldo i frutti diventano storti o amari. Si semina in primavera inoltrata, quando le notti sono miti, e si guida su una rete o un tutore, così occupa poco spazio e i frutti crescono puliti. Si coltiva bene anche in un vaso di almeno trenta-quaranta centimetri.

Si raccoglie spesso, prima che i frutti diventino troppo grandi e gialli, per stimolare la produzione. La malattia più comune è l'oidio, seguita dalla peronospora delle cucurbitacee; tra i parassiti, afidi e ragnetto rosso. L'amaro, quando c'è, viene dalle cucurbitacine: un cetriolo molto amaro va scartato.

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