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Pomodoro

Solanum lycopersicum · famiglia Solanaceae

Il pomodoro, Solanum lycopersicum, appartiene alla famiglia delle Solanaceae, la stessa di patata, melanzana, peperone e tabacco. I suoi parenti selvatici vivono nelle Ande del Sud America, ma la pianta coltivata fu addomesticata in Messico, dove gli Spagnoli la incontrarono nel Cinquecento portandola poi in Europa.

In Italia fu descritto già a metà del Cinquecento con il nome di «pomo d'oro», perché le prime varietà arrivate avevano frutti gialli. Per lungo tempo fu guardato con sospetto, come parente delle solanacee velenose, e coltivato più come curiosità che come alimento; solo tra Seicento e Settecento entrò stabilmente nella cucina del Sud.

È una pianta perenne nei climi tropicali ma da noi si coltiva come annuale: si semina al caldo a fine inverno e si trapianta quando le notti superano stabilmente i dieci-dodici gradi. Le varietà a crescita indeterminata, come il cuore di bue o il San Marzano, continuano ad allungarsi e vanno legate a un tutore e liberate dai germogli ascellari, le «femminelle». Quelle a crescita determinata restano più basse e sono adatte anche al vaso.

Chiede sole pieno, terreno ricco e annaffiature regolari alla base, senza bagnare le foglie. Le irregolarità d'acqua favoriscono il marciume apicale, la macchia nera sul fondo del frutto; l'umidità sulle foglie favorisce la peronospora, la malattia più temuta. Tra i parassiti più dannosi c'è la tignola Tuta absoluta, che scava gallerie in foglie e frutti.

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