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Sambuco

Sambucus nigra · famiglia Viburnaceae

Il sambuco nero, Sambucus nigra, è un arbusto o piccolo albero diffuso in tutta Europa, Italia compresa, nelle siepi, ai margini dei boschi, lungo i fossi e vicino alle case di campagna. Un tempo incluso nelle Caprifoliaceae, oggi è classificato nella famiglia delle Viburnaceae. Ha rami con un midollo bianco e morbido facile da svuotare, usato in passato per fare zufoli e cerbottane.

A fine primavera fiorisce con grandi ombrelle piatte di piccoli fiori bianco-crema profumatissimi, con cui si preparano sciroppi, bevande e frittelle. In estate maturano grappoli di bacche nere e lucide, usate per marmellate, succhi e liquori, e ricercatissime dagli uccelli.

Le bacche vanno usate solo ben mature e cotte, perché crude, come le foglie, la corteccia e le bacche acerbe, contengono sostanze che possono causare nausea e disturbi intestinali. Molto pericoloso è confonderlo con l'ebbio, Sambucus ebulus, un sambuco erbaceo, più basso, con bacche simili ma tossiche, comune ai bordi delle strade: si riconosce perché le sue ombrelle di frutti sono rivolte verso l'alto, mentre quelle del sambuco nero pendono verso il basso.

Il sambuco è rustico e cresce rapidamente in quasi tutti i terreni, purché freschi, al sole o in mezz'ombra. Esistono varietà ornamentali a foglia porpora, dorata o finemente divisa. Si pota a fine inverno e ricaccia vigorosamente anche dopo tagli drastici.

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