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Calendula

Calendula officinalis · famiglia Asteraceae

La calendula, Calendula officinalis, è una pianta della famiglia delle Asteraceae, la stessa di margherite e girasoli, coltivata in Europa fin dal Medioevo negli orti e nei giardini dei monasteri. In Italia è spontanea un'altra specie, la calendula dei campi, Calendula arvensis, con fiori più piccoli, comune nei campi e lungo le strade.

Ha capolini arancio o gialli, semplici o doppi, che si aprono con il sole e si chiudono la sera e con il cielo coperto. Il nome viene dal latino «calendae», il primo giorno del mese, perché fiorisce quasi tutto l'anno nei climi miti. I petali sono commestibili e si usano per colorare e decorare piatti e insalate. Gli estratti dei fiori sono tradizionalmente usati in creme e unguenti per la pelle.

È una pianta annuale facilissima da coltivare: si semina direttamente in primavera o in autunno, cresce in quasi tutti i terreni purché drenanti e vuole sole. Togliere i fiori appassiti prolunga la fioritura; lasciandone alcuni andare a seme, la calendula si risemina da sola ogni anno. Nelle estati molto calde rallenta e riprende con il fresco.

Nell'orto viene usata come pianta compagna: attira api, sirfidi e altri insetti utili e, secondo l'esperienza dei giardinieri, richiama su di sé gli afidi, proteggendo gli ortaggi vicini. Il problema più comune è l'oidio, che imbianca le foglie a fine stagione o con l'umidità.

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