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Basilico

Ocimum basilicum · famiglia Lamiaceae

Il basilico, Ocimum basilicum, è una pianta aromatica della famiglia delle Lamiaceae, la stessa di salvia, rosmarino, timo e menta. È originario delle regioni tropicali e subtropicali dell'Asia, dall'India fino al Sud-est asiatico, ed è coltivato da migliaia di anni. Il nome viene dal greco basilikón, «regale», e già nell'antichità era considerato un'erba nobile.

Nei climi d'origine può vivere più anni, ma da noi si comporta da annuale: non sopporta il freddo e si rovina già quando le notti scendono sotto i dieci-dodici gradi. Le varietà sono moltissime: il basilico genovese a foglia media, protetto in Liguria dalla Denominazione di origine protetta; il napoletano a foglia larga e bollosa; il basilico greco a foglie minuscole, che forma cespugli compatti; i basilici rossi e viola; il basilico thai e quello al profumo di limone.

Si semina in primavera, quando la temperatura resta stabilmente sopra i quindici gradi, e si trapianta in un terriccio ricco e drenante. Vuole sole, almeno nelle ore del mattino, e annaffiature regolari al piede, senza bagnare le foglie. Per mantenerlo cespuglioso si cimano le punte e si tolgono le spighe fiorali appena compaiono: una volta fiorito, il basilico rallenta la produzione di foglie e cambia sapore.

La malattia più temuta è la peronospora, causata da Peronospora belbahrii e segnalata in Italia dal 2003: provoca ingiallimenti sopra la foglia e una muffa grigio-violacea sotto, e si diffonde con il caldo umido e le foglie bagnate. Annerimenti improvvisi delle cime dopo una notte fresca sono invece un danno da freddo. Tra i parassiti, afidi, lumache e, in estate, il ragnetto rosso.

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